Ci possiamo salvare da soli? Vangelo e omelia della XXIII Domenica del Tempo Ordinario Anno A (Mt 18,15-20) - Don Domenico Saretto
Autore: Don Domenico Saretto
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Se domenica scorsa abbiamo ascoltato l’invito del Maestro a seguirlo, oggi riceviamo la sua lezione più importante, l’ossigeno indispensabile per vivere davvero le nostre interazioni con gli altri dentro il nostro cammino di discepolato. E la lezione è questa: L’amore non è una delle tante virtù cristiane; è il criterio con cui siamo chiamati a vivere tutte le nostre relazioni. San Paolo ce lo ricorda con chiarezza: «Non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole».