Commento al Vangelo della XXVII Domenica del Tempo Ordinario - (A) - (Mt 21,33-43) - Don Angelo Busetto
"A voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti"
Autore: Don Angelo Busetto
Domenica 4 Ottobre 2026
XXVII DOMENICA, Tempo Ordinario, Anno A
+ San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, Assisi, Perugia, 1182 – 3 ottobre 1226
+ San Petronio di Bologna, vescovo sec. V
Vangelo secondo Matteo 21,33-43
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
RIPARTIRE DAL DONO
Gesù ci dona una parabola bella, che termina tragicamente, come il cantico d’amore del profeta Isaia per la sua vigna. E’ la storia dell’antico popolo ebreo, della nostra chiesa, della nostra famiglia, di noi personalmente. Il Signore ci ha amato e ci ama, ci ha creato, coltivato, e ci fa crescere, fino all’adolescenza, la maturità, la vecchiaia. Come rispondiamo al suo dono? Accade di vivere nella delusione per noi e per il mondo. Ma non possiamo vivere da sconfitti. Ripartiamo dal Vangelo, dalla grazia di Dio che fa nuovo il mondo con i santi, come Francesco.