Commento al Vangelo Giovedì della V Settimana di Quaresima - Don Angelo Busetto (Gv 8,51-59)
“Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”
Autore: Don Angelo Busetto
Giovedì 26 marzo 2026,
+ Santi Emanuele, Quadrato e Teodosio, martiri, Anatolia, III secolo
+ San Ludgero di Munster, vescovo, Frisia, 745 – 26 marzo 809
Vangelo secondo Giovanni 8,51-59
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.
“IO SONO”
Si acuisce il contrasto tra i Giudei e Gesù. Gesù si proclama vincitore della morte sua e nostra. Annuncia la sua vicinanza e conoscenza del Padre, fino ad attribuirsi il nome di Dio che gli ebrei non osavano pronunciare: Io sono. Egli è la Promessa che Abramo aveva già intravvisto. Parole sconvolgenti che superano l’umana comprensione e che troveranno visibilità e concretezza nella sua risurrezione. Dopo la sua cattura e passione, è quel che sta per accadere.