Commento al Vangelo Lunedì della III Settimana di Quaresima - Don Angelo Busetto (Lc 4, 24-30)
"In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria"
Autore: Don Angelo Busetto
Lunedì 9 marzo 2026
+ Santa Francesca Romana, religiosa, Roma, 1384 – 9 marzo 1440
+ San Domenico Savio, adolescente
Riva di Chieri, Torino, 2 aprile 1842 – Mondonio, Asti, 9 marzo 1857
Vangelo secondo Luca 4,24-30
In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
ESTRANEI E BISOGNOSI
Quello che pensiamo già di sapere, più non lo consideriamo, fosse anche Cristo nel quale ancora ci imbattiamo in Chiesa e nella vita. E’ la strana situazione dei concittadini di Gesù a Nazareth, che non riconoscono la sua vera identità e addirittura lo respingono con violenza. Eppure accade di constatare un richiamo e una ricerca di Gesù, una curiosità che diventa domanda, specialmente nella ‘terza generazione’ già così estranea alla fede. Rinasce un bisogno di verità, di senso, di salvezza.