Commento al Vangelo Lunedì della Settimana Santa - Don Angelo Busetto (Gv 12,1-11)
"Non sempre avete me"
Autore: Don Angelo Busetto
30 Marzo 2026
Lunedì della Settimana Santa
+ San Leonardo Murialdo, sacerdote, Torino, 26 ottobre 1828 – Torino, 30 marzo 1900
+ San Giovanni Climaco, abate, 579 – Monte Sinai 649
+ Beato Gioacchino da Fiore, abate cistercense, Celico, Cosenza, 1130 – Fiore, Cosenza, 30 marzo 1202
Vangelo secondo Giovanni 12,1-11
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.
DOLCISSIMO ABBRACCIO
Appena entrati nella Settimana Santa ci imbattiamo in questo episodio struggente e dolcissimo. Gesù è in casa dei suoi amici carissimi che gli preparano una cena, insieme con gli apostoli. A sorpresa, Maria, sorella di Marta e Lazzaro, compie un gesto di inestimabile affetto, che Gesù accoglie come premonizione della sua morte e sepoltura: anche allora alcuni amici abbracceranno con tenerezza il suo corpo. Apriamo sguardo e cuore a guardare e ad amare.