5 minuti

Commento al Vangelo Lunedì della XVI Settimana del Tempo Ordinario - (Mt 12,38-42) - Don Angelo Busetto

"Non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta"

Autore: Don Angelo Busetto

Lunedì 20 luglio 2026,
+ Sant’Apollinare, vescovo e martire, Antiochia – Ravenna, I e II sec.

Vangelo secondo Matteo 12,38-42

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

LA NOSTRA PRETESA E LA SUA RISPOSTA

Ci presentiamo al Signore con la nostra pretesa: vogliamo vedere un segno, qualcosa di straordinario che splenda davanti ai nostri occhi, una guarigione clamorosa o chissà cosa. Il segno che ci salva è Gesù stesso, come Lui ha vissuto, come è morto e risorto: accoglierlo e seguirlo per quello che è, senza ridurlo alla nostra misura, ai nostri schemi mentali. Ci salva la fede, cioè un cuore aperto a riconoscerlo e un desiderio semplice e profondo di stare con Lui.