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Commento al Vangelo Lunedì della XXVII Settimana del Tempo Ordinario - (A) - (Lc 10,25-37) - Don Angelo Busetto

"Gesù gli disse: Va’ e anche tu fa’ così"

Autore: Don Angelo Busetto

Lunedì 5 ottobre 2026;
+ Santa Maria Faustina Kowalska, consacrata, Glogowiec, Polonia, 25 agosto 1905 – Cracovia, Polonia, 5 ottobre 1938;
+ San Placido, monaco sec. VI

Vangelo secondo Luca 10,25-37

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

FARSI PROSSIMO

La realtà ci incontra. Un amico in difficoltà, un caso imprevisto, un bisogno improvviso…. Chi potrà provvedere? Ce lo troviamo davanti agli occhi: proviamo a fermarci. Anche nella normalità della vita si può vivere un atteggiamento di distanza e indifferenza, oppure ci si può aprire all’incontro, al contatto. Non è appena una benevolenza rispetto a un altro. E’ un bene fatto a noi stessi, anzi all’umanità intera. Lì dove Gesù ci aspetta.