Commento al Vangelo Martedì della VII Settimana di Pasqua (Gv 17,1-11) Don Angelo Busetto
"Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te"
Autore: Don Angelo Busetto
19 Maggio 2026
Martedì della VII settimana di Pasqua
+ San Celestino V – Pietro di Morrone, eremita e papa, Isernia, 1215 – Rovva di Fumone, Frosinone, 19 maggio 1296
+ Santa Pudenziana di Roma, martire m.155
+ Beata Pina Suriano, Partinico (Palermo), 18 febbraio 1915 – 19 maggio 1950
Vangelo secondo Giovanni 17,1-11
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:
«Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».
VITA E GLORIA
In questa grande preghiera al Padre nell’ultima cena, Gesù domanda che la gloria del Padre si manifesti nel Figlio, e che il Figlio glorifichi il Padre. La vita degli uomini, invasa da questa gloria, acquista la dimensione dell’eternità. Conosciamo Dio non solo con lo sguardo e con l’intelligenza, ma partecipando alla sua vita, trascinati nel rapporto del Figlio con il Padre, figli nel Figlio. Il compito dei discepoli è far risplendere questa gloria di Dio perché anche il mondo creda.