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Commento al Vangelo Mercoledì della IV Settimana del Tempo Ordinario - Don Angelo Busetto - (Mc 6,1-6)

«Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua»

Autore: Don Angelo Busetto

+ San Rabano Mauro, abate di Fulda, Magonza, 780 – 4 febbraio 856
+ San Giuseppe da Leonessa, sacerdote cappuccino, Leonessa, Rieti, 8 gennaio 1556 – Amatrice, Rieti, 4 febbraio 1612

Vangelo secondo Marco 6,1-6

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

IL PREGIUDIZIO E LA FEDE

Non si sono arresi alla sorpresa che avevano davanti agli occhi. Quell’uomo che pensavano di conoscere si presenta agli abitanti di Nazareth nella sua vera identità e potenza. Gesù diventa motivo di scandalo. Il pregiudizio impedisce loro di accoglierlo e di godere della sua opera: Gesù ‘non può compiere nessun prodigio’. Questo è anche il nostro dramma, quando la nostra incredulità e diffidenza chiudono la porta al Signore che viene.