5 minuti

Commento al Vangelo Mercoledì della Settimana Santa - Don Angelo Busetto - Mt 26,14-25

«In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà»

Autore: Don Angelo Busetto

1 Aprile 2026
Mercoledì della Settimana Santa
+ Santa Maria Egiziaca, eremita e penitente. IV secolo
+ Sant’Ugo di Grenoble, vescovo, Châteauneuf-sur-Lers, Delfinato (Francia), 1053 – Grenoble, 1 aprile 1132
+ Beato Carlo I D’Asburgo. imperatore d’Austria e Re d’Ungheria, Persenburg, Austria, 17 agosto 1887 – Funchal, Madeira, Portogallo, 1 aprile 1922

Vangelo secondo Matteo 26,14-25

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

A CARTE SCOPERTE

I fatti vengono raccontati con sfumature diverse dai quattro evangelisti. Ieri Giovanni con cenni autobiografici, oggi Matteo che aggancia l’ingresso di Gesù a Gerusalemme e la cena pasquale. Sorprende la consapevolezza di Gesù circa il tradimento di Giuda, e l’esplicita conferma data al traditore. Gesù non si sottrae all’inganno dell’amico e all’ingiustizia dei nemici. Ma nemmeno li subisce. Li prende fa suoi e li trasforma in sacrificio di amore al Padre per il bene degli uomini. Un prodigio da Dio.