5 minuti

Commento al Vangelo II Domenica di Pasqua - Anno A - Don Angelo Busetto - (Gv 20,19-31) - Divina Misericordia-

«Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»

Autore: Don Angelo Busetto

12 Aprile 2026
II DOMENICA DI PASQUA, Anno A
Divina Misericordia

Vangelo secondo Giovanni 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

LA PASQUA DELLA VITA

La Pasqua è un fatto che continua. Gesù vive nella Chiesa, nella fede, unità e speranza dei discepoli che testimoniano gli uni agli altri l’incontro con il Risorto, superando debolezze e incertezze, come per Tommaso e per tutti. Guardiamo Gesù risorto, mentre siamo riuniti nel cenacolo dell’Eucaristia, mentre viviamo nelle case, quando incontriamo le persone, con i colleghi, nelle imprese e nei problemi della vita. L’esperienza della misericordia determini i tratti del nostro rapporto con tutti, perché Gesù risorto risplenda nel mondo.