Commento al Vangelo Venerdì della V Settimana del Tempo Ordinario - Don Angelo Busetto (Mc 7,31-37)
«Effatà»
Autore: Don Angelo Busetto
Venerdì 13 febbraio 2026
+ Sante Fosca e Maura, martiri, III sec.
Vangelo secondo Marco 7,31-37
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
NUOVA CREAZIONE
Guardiamo uno ad uno i gesti di Gesù che guarisce il sordomuto: la discrezione del prenderlo in disparte, le dita negli orecchi e la saliva sulla lingua, gli occhi al cielo, il sospiro e la parola che ancora risuona nel cuore dell’evangelista e della Chiesa: «Effatà». E’ la mano di Dio Creatore che si protende verso l’uomo nel dipinto di Michelangelo nella Cappella Sistina. Non possiamo tacere i gesti di questa nuova creazione che si ripercuotono nei sacramenti della Chiesa e nella carità cristiana.