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Commento al vangelo - Venerdì dellla IV Settimana del Tempo Ordinario - Don Angelo Busetto (Mc 6,14-29)

"In quel tempo il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso"

Autore: Don Angelo Busetto

+ San Paolo Miki e 25 Compagni martiri Giapponesi, Nagasaki, Giappone, 5 febbraio 1597

Vangelo di Marco, 6, 14-29

In quel tempo il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi”. Altri invece dicevano: “È Elia”. Altri ancora dicevano: “È un profeta, come uno dei profeti”. Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: “Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!”.
Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: “Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello”. Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: “Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò”. E le giurò più volte: “Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno”. Ella uscì e disse alla madre: “Che cosa devo chiedere?”. Quella rispose: “La testa di Giovanni il Battista”. E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: “Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista”. Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

IL MARTIRIO E LA PRESENZA

Nel rimbalzare delle voci, Erode si informa chi sia realmente Gesù, rimanendo confuso dal chiacchiericcio che lo circonda. Gesù sfugge a ogni categoria, ed Erode subisce il ricatto della figlia di Erodiade, scoprendo il cuore malefico suo e dei cortigiani. L’uccisione di Giovanni Battista apre la strada al sacrificio di Gesù. Mentre i potenti e gli usurpatori usano violenza verso profeti e messaggeri di Dio, i discepoli e gli amici ne accolgono e custodiscono la presenza che vive risorta e viene a raggiungere la nostra esistenza.