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Esame di coscienza per ogni situazione - IV -

Pratica dell'esame di coscienza - L'esame per la confessione - parte terza

Autore: Autori Vari

21) – LOTTA MORALE, COMBATTIMENTO SPIRITUALE
Stimoli alla lotta generosa.
Chi vince se stesso, merita maggior lode di chi espugna le fortezze.
L’invito di Gesù: Chi vuoi venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce, e mi segua.
Per darsi a Dio, bisogna dapprima conquistarsi. MONS. DETROIT.
Tanto sarà il tuo profitto, quanta sarà la violenza che ti farai.
Resistendo alle passioni e non già secondandole, si trova la vera pace dell’anima.
L’uomo gode vera pace e libertà, quando la carne è sottomessa allo spirito, e lo spirito a Dio.
I ESERCIZIO
1. Ho accettato, senza lamentarmi, i sacrifìzi, le privazioni, le contrarietà di oggi?
2. Mi sono sottomesso alle minute esigenze dell’obbedienza e del regolamento? (Numero delle mancanze).
3. Nonostante qualche malumore o contrarietà, ho mostrato il volto, sereno e contento?
4. Ho respinto sollecitamente qualche stimolo o suggestione al male?
5. Mi sono fatto trascinare da cattivi esempi o consigli?
6. Ho chiesto spesso a Dio, le grazie necessarie a trionfare delle mie passioni? (Numero di volle, da fissare).
II ESERCIZIO
1. Ho dominato la mia sensibilità, l’immaginazione, la suscettibilità?
2. Ho trascurato qualche dovere, che non mi andava a genio? (Mancanze).
3. Sono stato egoista, ricercando i miei gusti e comodi?
4. Ho praticalo le risoluzioni, prese nella mia ultima meditazione?
5. Quante volte ho preso una positura volutamente un po’ incomoda, per contrariare la mia natura?
6. Quante volte ho chiesto con fervore a Dio: «Rivestitemi o Signore, dell’uomo nuovo, creato secondo Dio, nella giustizia e nella santità»? (Minimo da fissare).
ASPIRAZIONI
Miserere mei. Domine, quoniam infirmus sum; sana me. Domine! Signore, ti muovi a pietà di me, che sono malato: sanami, o Signore! Ps., 6,3.
O mio Signore Gesù. fate che con la giusta violenza a me stesso, io riporti vittoria sulle mie passioni, e rapisca un giorno il regno dei Cieli! (Cf. Mt., 11. 12),
Cuore di Gesù, vittima di carità, fate che io sia per Voi ostia viva, santa e accetta a Dio.
O Gesù, fate che io sia vostro, tutto vostro, e sempre vostro.
Dignare me, laudare Te, Virgo sacrata; da mihi virtutem contra hostes tuos: Fatemi degno di lodarvi, Vergine santissima; datemi forza contro i vostri nemici!.

22) – VIRILITÀ, CARATTERE, PERSONALITÀ
Alcuni riescono in tutto quello che intraprendono; esami, da sostenere; titoli da pigliare: imparano a fare egregiamente la scuola, a suonare, a disegnare, a fotografare. Ci mettono una costanza e una tenacia veramente ammirevoli; insomma la spuntano!
Solo quando si tratta di cose spirituali, presto abbandonano gli sforzi generosi e si danno per vinti, accettando, con palese incoerenza, una menomazione della loro personalità spirituale, che si rivela, dalle preghiere abitualmente distratte, dall’orazione nulla o quasi, l’esame omesso, la vita interiore pressoché inesistente…
Eppure: che cosa conta tutto il resto? Che se ne penserà un giorno? Gesù ci ha ammoniti: Che giova all’uomo acquistare il mondo intero, se poi si perde, e danneggia se stesso?
I tre «esercizi» qui proposti hanno per scopo di fortificare la volontà per renderla indipendente, sia dallo stato d’animo non sempre favorevole, sia dalle condizioni esterne di ambiente.
Mostrati uomo, si conforti il tuo cuore, e confida nel Signore. Sal 26, 14. – Viriliter age, et confortetur cor tuum, et sùstine Dominum.
Combatti virilmente: un’abitudine si vince con quella contraria.
Se spesso manca chi fortemente propone, che sarà di colui, il quale di rado o con poca fermezza fa qualche proponimento?
Chi dopo aver preso una risoluzione con maturo esame, tarda a metterla in esecuzione, vedrà mutarsi le circostanze, l’occasione perdersi, e mancargli lo spirito di Dio, che lo abbandona alla sua naturale indolenza.
I ESERCIZIO
1. Nelle mie azioni odierne, mi sono proposto sempre un motivo molto elevato?
2. Ho avuto un contegno floscio, prendendo posizioni comode, per evitare ogni pena e molestia alla mia natura?
3. Nonostante le aridità interne o altre difficoltà, sono stato coscienziosamente fedele a tutti i miei doveri religiosi e alle mie pratiche personali? (Omissioni).
4. Dopo una caduta,. un insuccesso, mi sono avvilito, invece di riprendermi, più fiducioso in Dio?
II ESERCIZIO
1. Quanti atti d’incostanza nei miei propositi, debbo lamentare oggi?
2. Per rispetto umano, ho tralasciato di parlare di cose spirituali, di fare una visita, di mortificarmi?
3. Ho reagito al senso di svogliatezza, nelle cose di scuola o in altri lavori?
4. Mi sono procurato comodi superflui?
III ESERCIZIO
1. Sentendomi contrariato o di cattivo umore, ho mostrato ugualmente un viso sereno e compiacente?
2. Ho rifuggito da tutto quello che scomoda o fa soffrire il mio corpo? (Debolezze da rimproverarmi),
3. Quante, sanzioni non mi sono applicate, dopo aver mancato a quanto avevo proposto?
4. Ascoltando qualcosa d’inopportuno, ho protestato almeno con un contegno freddo e riservato?
5. Oggi, sono stato sincero, in ogni evenienza?
ASPIRAZIONI
Rivestitemi, o Signore, dell’uomo nuovo, creato secondo Dio, nella giustizia e nella santità.
O mio Gesù, Voi che siete la stessa carità, accendete nel mio cuore quel, fuoco divino che consuma i Santi, e li trasforma in Voi.
Vergine Immacolata, Maria Madre del Divino Amore, fateci santi!.

23) – LABORIOSITA’, ABNEGAZIONE, SPIRITO DI SACRIFICIO
Alcuni informano la vita a sentimenti opposti a quelli ispiratici da Gesù. Dinanzi alle fatiche, alle tribolazioni, hanno l’idea di fare scongiuri: Alla larga! Meno ce ne sono, e meglio In Paradiso non ragioneranno certamente cosi…
Un lavoratore che, a forza di sacrifizi, ha messo da parte un buon capitale per sé e la famiglia, non dice: Meno ho lavorato, e meglio è…
In Paradiso noi potremo ancora pregare, amare Dio; non più lavorare, n’é soffrire. E la partita dei meriti sarà chiusa per sempre.
Iddio disse ad Adamo: Col sudare della fronte guadagnerai il tuo pane.
Lavorate a qualche cosa, perché il demonio vi trovi sempre occupati. S GIROLAMO.
La mano all’opera, e il cuore a Dio! S. ZITA, di LUCCA.
Ogni buon operaio è una mano di Cristo.- S. AMBROGIO.
A una grande ricompensa non si perviene che con grandi fatiche. S. GREGORIO.
La più bella testimonianza dell’amore è il sacrificio. Per me amore e sacrificio sono sinonimi. F. SEBASTIANO ANICETO S. C.
I ESERCIZIO
1. Ho accorciato indebitamente il tempo dei miei lavori e doveri?
2. Ho omesso qualcosa per negligenza, oggi?
3. Mi sono affrettato, per finire alla meglio, e poi far cose di mio gusto?
4. Mi sono preoccupato del giudizio che gli uomini avrebbero dato del mio lavoro?
5. Ho saputo convertire il lavoro in preghiera, con le aspirazioni già fissate per il bisogno dell’anima mia?
II ESERCIZIO
1. Ho cercato di lavorare il meno possibile?
2. Quanto tempo ho perduto, in chiacchiere o in curiosità ?
3. Mi sono mostrato volubile o lunatico, cambiando gusti, desideri, non volendo più ciò che prima bramavo?
4. Quando ho sentita più penosa la fatica, l’ho offerta a Dio, in espiazione dei miei peccati?
5. Nei lavori e fatiche di oggi, mi sono portato col pensiero alla vita laboriosa di Gesù?
III ESERCIZIO
1. Ho perduto del tempo, tanto prezioso per me?
2. Ho guadagnato tutte le indulgenze, lucrabili oggi?
3. Quante volte mi sono offerto come vittima, per qualche intenzione di apostolato? (Minimo di volte).
4. Ho praticato le risoluzioni della mia meditazione e della rivista settimanale?
5. Quante volte, oggi, ho invocato dallo Spirito Santo il dono della fortezza, per non fare nessuna concessione alla. mia natura sregolata?
ASPIRAZIONI
Tutto per Voi, Cuore sacratissimo di Gesù.
Per labores tuos, libera nos, Jesu! LIT. DEL NOME DI GESU’’.
Mio Dio, fate di me un sacrifizio perfetto d’immolazione, per la vostra gloria e la salvezza delle anime!
S. Giuseppe, Modello dei lavoratori, pregate per noi.

24) – DELICATEZZA DI COSCIENZA, PURITÀ DI CUORE
Il seme che cade sul terreno arido, produce poco o nulla; ma se il terreno è ben curato, il seme si sviluppa in modo prodigioso. Cosi pure opera la grafia nelle anime.
Non sapendo quando Dio ci darà le sue grazie, dobbiamo essere sempre pronti a riceverle, con la delicatezza di coscienza e il raccoglimento.
Initium sapientiae timor Domini : Principio della sapienza è il timore delSignore.
Chi disprezza le piccole cose, andrà a poco a poco in rovina.
Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio.
Il demonio non presenta mai al principio grandi colpe, ma solo mancanze leggere, per aprirsi un varco nell’anima, dominarla e trascinarla poi a gravi colpe. S. GIROLAMO.
Talora piccola cosa è quella che impedisce o nasconde la grazia: se pur piccola, e non piuttosto grande, debba dirsi quella cosa che mette ostacolo a si gran bene.
In tutti i vostri esordii spirituali dovete proporvi per scopo l’acquisto della purità di cuore, S. BERNARDO.
I ESERCIZIO
1. Ho troncato conversazioni, letture…, appena ho sentito disagio nella mia coscienza?
2. Ho smesso qualsiasi lavoro, lettura, conversazione, alla voce dell’obbedienza, della regolarità o della carità?
3. Dopo ogni mia mancanza, ho chiesto perdono, e pregato Gesù di purificare l’anima mia col suo preziosissimo Sangue?
4. Ho evitato le occasioni di offendere Dio o di mancare ai miei doveri?
5. Ho usato i riguardi, richiesti dalla posizione, dall’età, dalla virtù altrui?
6. Quante volte ho chiesto oggi a Dio la purità di cuore? (Minimo di volte).
II ESERCIZIO
1. Ho tenuto sgombro il mio cuore da ogni avversione, freddezza, amarezza, risentimento?
2. Ho allontanato subito qualche sentimento d’amor proprio, che voleva immischiarsi alle mie rette intenzioni?
3. Ho respinto qualche risentimento verso chi mi ha fatto un torto o dispiacere?
4. Ho profittato di qualche occasione, per rendere servizi che mai saranno noti? (Occasioni mancate
5. Ho ammesso nel mio cuore qualche affetto puramente naturale per Fratelli, alunni?
6. Quanti atti di contrizione ho fatto oggi, per espiare i miei peccati?
III ESERCIZIO
1. Ho osservato in tutto, le regole della modestia e della discrezione?
2. Ho eseguito puntualmente tutti gli ordini e le disposizioni che mi riguardavano?
3. Oggi sono stato sincero, in ogni evenienza?
4. Quante volte ho protestato a Dio di essere disposto a morire, piuttosto che offenderlo volontariamente, o abbandonarlo? (Minimo).
5. Quante volte ho chiesto a Dio il perfetto distacco da ogni creatura?
6. In ciò che mi ha fatto piacere, ho saputo distaccare il cuore, protestando a Dio. di essere disposto a sacrificargli tutto, perché Egli solo mi basta?
ASPIRAZIONI
Create in me un cuore puro, o Dio, e. rinnovate nel mio seno lo spirito retto.
S. AGOSTINO. Possa io imparare a temervi, o mio Dio, se non ho ancora’ mparato ad amarvi!
Degnatevi, o Signore, di custodirci in questo giorno (in questa notte), dal peccato.
SEQUENZA
Venite, o Spirito Santo, lavate quanto in me è macchiato, irrigate ciò ch’è arido, sanate quant’è ferito!
A Voi, Vergine Madre, che non foste tocca da neo alcuno di colpa, né attuale, né originale, raccomando, e affido la purità del mio cuore.
Prendetevi, o Signore, tutta: la mia libertà. Ricevete la mia memoria, il mio intelletto e la mia volontà. Tutto quel che sono e posseggo, Voi me l’avete largito, e io, tutto a Voi lo ritorno e consegno interamente alla vostra Volontà, perché lo governi.
Datemi solo il vostro Amore e la vostra Grazia, e sono ricco abbastanza, né più altro io vi chiedo.
Siate certi che non acquieterete una pietà veramente soda, che per mezzo della mortificazione dei sensi e dello spirito. S.G.B De La Salle

25) – LETIZIA SPIRITUALE
Pensieri
Non v’ha piacere, superiore a quello della gioia del cuore.
L’arcangelo Raffaele a Tobia: La gioia sia sempre con te!
Gesù agli Apostoli: Nessuno potrà rapirvi la vostra gioia.
S. Paolo ai primi fedeli; Siate sempre lieti nei Signore; lo ripeto, siate lieti!
S. Agostino; Vi è una gioia ignorata dagli empi, ma che Voi, o Signore, date a chi Vi serve generosamente. Questa gioia siete Voi stesso, ed essa rende felice la vita.
S. Francesco di Assisi; Tanto è grande il Bene che aspetto che ogni pena m’è diletto. S. FRANCESCO D’ASSISI. La gioia è unn dono di Dio, la più bella creatura uscita dalle, mani di Dio, dopo l’amore. S. GIOVANNI BOSCO
I ESERCIZIO
1. Ho atteggiato il mio volto a serenità, se non a giocondità?
2. Ho coltivato nel mio spinto sentimenti di letizia spirituale, ripetendo frasi, aspirazioni adatte. (Minimo di volte da fissare).
3. Ho reagito con prontezza e decisamente, a ogni impressione che mi turbava o mi affliggeva?
4. Ho parlato inutilmente delle mie pene, fatiche, dispiaceri?
5. Ho fugato, con opportuni svaghi, sentimenti di tristezza?
II ESERCIZIO
1. Ho preso qualche momento della mia giornata, per raccogliermi interiormente, alla presenza di Dio?
2. Ho moltiplicato gli atti interni che addolciscono l’animo: di speranza del Cielo, amore, abbandono?
3. Ho allontanato i pensieri che rinnovano in me spiacevoli impressioni?
4. Ho saputo calmarmi anche interiormente, in qualche controversia?
5. Ho ravvivato in me il sentimento della fiducia nella bontà e misericordia di Dio, prima delle preghiere odierne?
ASPIRAZIONI
Gesù, dolcezza dei cuori, sorgente di vita e luce delle menti. Tu sorpassi tutte le gioie e le brame terrene!
Sii, o Gesù, il nostrum gaudio. Tu che un giorno sarai nostro premio!
Per negligenza si perde ben presto quel che si acquistò appena con la grazia, dopo lunga fatica. Imit., 22, 6.

26) – GENEROSITÀ CON DIO, FERVORE
Un giorno saremo meravigliati, e gradevolmente sorpresi, per la quantità enorme di meriti accumulati: alzata regolare – preghiere, meditazioni, aspirazioni, indulgenze – azioni meritorie – buoni consigli dati – atti di obbedienza e di regolarità – tentazioni vinte – ripugnanze al dovere superate – atti di rassegnazione.
A molte anime resterà relativamente poco da scontare, avendo già pagato già espiato con le tribolazioni della vita, le assoluzioni ricevute, i segni di Croce con acqua benedetta e gli altri sacramenti, le indulgenze, oggi largamente concesse dalla santa Chiesa.
Lavoriamo, finché ne abbiamo, il tempo, con alacrità e costanza; Hilarem datorem diligit Deus: Iddio ama l’ilare donatore:
Dare! È il motto della generosità.
Non contentiamoci di chiedere sempre a Dio; offriamo anche noi qualcosa: fatiche, pene, sacrifizi grandi e piccoli… Anzi, è buona politica, dare prima di chiedere.
Osserva S. Tommaso: Gli uomini si renderebbero infinitamente accetti a Dio, se, per meritare il suo amore, facessero, metà di quel che fanno per piacere al mondo.
Gi altri vizi attaccano solo le virtù a loro contrarie; la mancanza di generosità distrugge, da sola, tutte le virtù….
Quando saremo tutti di Dio, faremo maggiori progressi in un giorno, che non ne avremmo fatto in dieci anni.
Finalmente S. Paolo ammonisce il pigro: Chi semina parcamente, parcamente anche mieterà: Qui parce seminat,
parce et metet. Mentre: Chi largamente semina, largamente anche mieterà.
I ESERCIZIO
1. Ho scelto ciò che è più gradito a Dio, nelle varie circostanze della giornata? (Vittorie riportate).
2. Ho profittato di qualche occasione, per far piacere a chi mi aveva disgustato?
3. Nelle contrarietà di oggi, ho piegato con amore la mia volontà al volere di Dio?
4. Quante volte sono stato oggi incostante nei miei propositi?
5. Quante azioni ho fatte oggi, con tutta la perfezione di cui sono capace? (Determinarle la mattina).
II ESERCIZIO
1. Ho eseguito le ispirazioni datemi oggi dal Signore
2. Ho omesso o trascurato qualche Esercizio di Regola?
3. Ho sopportato con calma i difetti altrui?
4. Quante azioni ho fatte oggi, in spirito di amore e dì riparazione a Dio? (Minimo).
5. Ho operato ugualmente bene quando nessuno era presente, e sapevo che non ne avrei avuto lode? (Vittorie).
6. Oggi ho procurato al Signore la maggior gloria che mi è stato possibile? (Occasioni mancate).
ASPIRAZIONI
Dio mio, fate che io vi ami, e il solo premio dell’amor mio, sia l’amarvi sempre più!.
O mio Gesù, Voi che siete la stessa carità, accendete nel mio cuore quel fuoco divino che consuma i Santi, e li trasforma in Voi.
Signore, io mi consacro tutto a Voi, per procurare la vostra gloria per quanto mi sarà possibile, e Voi lo richiederete da me. S. Giov. Batt. de La Salle.
PREGHIERA PER IMPETRARE LA PROPRIA SANTIFICAZIONE (S. Alfonso)
Signore, Voi solo avete potuto insegnarci le grandi massime dell’abnegazione cristiana, tanto contrarie alle pretese della nostra natura sregolata, e alle false massime del mondo; e Voi potete darci la forza di praticarle, domando i sensi ribelli, sottomettendo la volontà al vostro beneplacito, per seguirvi sulla via della virtù e della santità.
Come posso io ricusare sacrifizi, prove e umiliazioni, quando Voi avete voluto soffrire, tanto per me, nella vostra vita mortale? Quanto mi affligge la mia poca generosità per il passato! Quanto mi dispiace di avere molto amareggiato il vostro Cuore, che mi ha tanto amato! Deh, dimenticate tutti i disgusti che vi ho dati, e miratemi con lo sguardo amoroso, posato da Voi su Pietro che vi aveva rinnegato! Possa anch’io, con la forza dell’amore generoso nel resto della mia vita, compensarvi dei disgusti che vi ho dati.
Io so che Voi mi amate ancora; ebbene, aiutatemi ad amarvi davvero, distaccando il mio cuore da quanto mi distoglie dal vostro amore. Sebbene lo vi abbia tanto offeso, non voglio rinunziare al vostro amore e all’opera della mia santificazione, sapendo che posso contare sull’aiuto onnipotente della vostra grazia. Perciò, io non voglio più vivere che per Voi. Voi volete che io sia tutto vostro; anch’io lo voglio! Unitemi dunque a Voi, con vincoli indissolubili dell’amore e del sacrificio. Privatemi pure di tutti i beni di questa vita, ma non mi private del vostro amore.
Perciò io non voglio, o Signore, che le creature abbiano più tardi indebiti nel mio cuore; Voi dovete esserne l’ungo padrone, e possederlo tutto. Cerchino pur altri beni terreni, o mio Gesù; in quanto a me, non desidero, non voglio, non cerco altro tesoro che il vostro amore…,
O Maria, potente Avvocata dei peccatori, fate, con le vostre preghiere, che lo sia realmente tutto di Gesù, per il tempo e per l’eternità. Così sia!
Quando l’uomo comincia a intiepidirsi, si sgomenta per ogni piccola fatica, e volentieri riceve le consolazioni esteriori. Ma. quando comincia a vincersi perfettamente e a camminare con coraggio. nella via di Dio, allora reputa leggero tutto ciò che prima gli riusciva pesante.

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