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Chi vuole unirsi a Dio, deve distaccarsi dalle creature

Pratica dell'esame di coscienza - L'esame per la confessione- parte terza

Autore: Autori Vari

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27) – RACCOGLIMENTO ESTERNO

Chi vuole unirsi a Dio, deve distaccarsi dalle creature, e vegliare attentamente alta custodia dei propri sensi.
Chi ha un tesoro, mette una buona serratura allo scrigno.
Per conservare a lungo un profumo, si ha cura di turare per bene il vaso.
I Santi ci danno preziosi avvisi; L’anima nostra è incapace di penetrare i misteri della vita interiore finché è distratta dalle cose esteriori. S. GIROLAMO (Contr., vigilant).
Se date troppa libertà e sfoghi al vostro spirito, vi sarà impossibile applicarvi all’­orazione e agli altri esercizi spirituali… Tenete raccolto lo spirito; a tal fine abbiate sempre qualche buon sentimento intimo che lo tenga occupato.
Puoi allontanare ben presto Gesù e perdere la sua grazia, se ti volgerai alle cose esteriori.
Dal modo come chiude una porta, si può giudicare il grado di raccoglimento di un religioso.
Esame sul contegno esteriore
1. Compostezza; del capo, delle braccia, dei piedi
2. Contegno a sedere, in piedi, in ginocchio.
3. Mancanze alla gravità nel camminare, salire o scendere le scale.
4. Immortificazioni di occhi, lingua e gusto.5. Quante volte mi sono permesso un atteggiamento diverso, da quello che avrei avuto alla presenza di altri?
6. Ho lasciato ovunque in ordine le cose a mio uso e i posti che occupo?
Esame sul silenzio
Gli uomini renderanno conto di ogni parola oziosa (Mt 12, 36).
Il silenzio è custode di tutte le virtù, e ostacolo a tutti i vizi. S. G. B. DE LA SALLE (Raccolta, p. 138).
Dilettarsi nel silenzio è necessario per avere il gusto delle cose spirituali. S. M.ARIA M. DE’ PAZZI.
Mirabili effetti del silenzio nella vita religiosa! Se tacerò, Gesù mi parlerà. F. ENRICO D. S. C.
È più facile tacere affatto, che non trascorrere nel parlare (I Imit. 20, 2).

ESERCIZIO

1. Quante mancanze al silenzio ho fatto oggi, in sala comune, andando da un luogo all’altro…?
2. Ho mancato al silenzio rigoroso?
3. Ho detto parole non necessarie in cappella, o durante gli esercizi spirituali?
4. Quando ha dovuto parlare, ho riflettuto prima, a ciò che avrei detto?
5. Quante volte ho parlato forte, o mi sono abbandonato a risa smodate?
6. Quante volte ho riflettuto che Dio, presente, ascolta tutte le mie parole, e me ne chiederà conto un giorno? (Fissare il minimo di volte che ci sì vuol pensare, mattino e sera).
Esame sulla conversazione
Gesù: La bocca parla della pienezza del cuore (Mt 12, 34).
S. Giacomo: Chi non manca nel parlare, è un uomo perfetto (Gc 3. 2).
S. Pier Damiani: La solidità dell’anima e la sua forza si consumano con le conversazioni frequenti e oziose (Discorsi Morali).
S. Vincenzo de’ Paoli: La carità che non sta nel cuore, non può arrivare alle labbra.
L’Imitazione di G. C.: Vorrei aver tante volte taciuto e non essermi trovato nelle adunanze; ma perché con tanto piacere parliamo è raro finire il discorso senza offesa della coscienza (IImit. 10, 1).

ESERCIZIO

1. Mi sono trovato fin dal principio, al luogo della ricreazione regolare?2. Mi sono lasciato sfuggire frivolità, parole di critica o di maldicenza? Ho messo in ridicolo qualcuno?
3. Nelle conversazioni, mi sono reso importuno parlando troppo, sostenendo il mio parere, interrompendo, mostrando cattivo umore?
4. Ho parlato fuori del tempo consentito?
5. Quando ho dovuto parlare, l’ho fatto a voce bassa e in poche parole, con modestia e umiltà?
6. Ho fatto delle confidenze, o detto cose inopportune a persone estranee?
Esame sulla modestia
La vostra modestia sianola a tutti gli uomini. S. PAOLO (Fil 4, 5).
Il volto è specchio dell’anima: gli occhi, senza parlare, rivelano i segreti del cuore, S. GIROLAMO (Epist. ad Tur.).
È necessario che tenga gli occhi in terra, chi vuole stare con l’anima in cielo. S. AGOSTINO.
Se la porta dei nostri occhi, è ben custodita, la città del nostro cuore non ha da temere gli assalti dei vizi. UGO DA S. VITTORE (In Ps. 13).
Chi dà libertà ai suoi occhi, somiglia a chi rallenta la briglia sul collo di cavalli focosi. S. GIOV. CRISOSTOMO.

ESERCIZIO

1. Mancanze alla modestia: in cappella, al refettorio, andando qua e là… Mancanze in dormitorio, in camera, dalle finestre…
2. Camminando per le vie della città: gente, manifesti…
3. Ho fissato Fratelli, alunni, altre persone?
4. Sentendomi portato all’impulsività, ho saputo mantenere la calma e l’uguaglianza di animo?
5. Ho tenuto gli occhi bassi, specialmente nelle preghiere e in città?
6. Ho avuto relazioni inutili e non autorizzate con persone estranee alla comunità?
Esame sulla curiosità
L’occhio non si sazia di vedere, né l’orecchio di ascoltare (Sir 1. 8)
Vi sono cose, che è preferibile, ignorare, più che conoscere. S. AGOSTINO (In Enchir).
Lo sguardo, distratto e curioso, è un terribile traditore (Paranaesi, 37). S. EFREM.
Poiché ti diletti di udire talvolta le novità, bisogna che tolleri la perturbazione del cuore (I Imit. 20, 8.).

ESERCIZIO1.

Ho occupato un tempo inopportuno in lettura di giornali, riviste…?

2. Ho letto quando m’è capitalo sotto gli occhi, anche cose inutili e nocive?
3. Ho curiosato su ciò che facevano, scrivevano, leggevano altri?
4. Ho guardato, senza vera necessità, dalle finestre?
5. Sono andato in cerca, di notizie e curiosità, o le ho comunicate indebitamente agli altri? Ne ho chieste agli alunni?
6. Ho fatto uso arbitrario del telefono?

ASPIRAZIONI PER L’ESAME SUL RACCOGLIMENTO ESTERNO E INTERNO

O Signore, rivolgete gli occhi miei perché, non contemplino la vanità; nella vostra via, datemi vita.
O buon Gesù, nascondimi dentro le tue Piaghe!
Ci hai creati, o Signore, per Te, e il nastro cuore sarà inquieto, finché non si riposerà in Te. S. AGOSTINO.
Cerchino pure gli altri i beni terreni o mio Gesù… Per me, non desidero, non voglio, non cerco altro tesoro che il vostro amore. S.ALFONSO.
S. Giuseppe, Modello e Protettore delle anime interiori, pregate per noi.

28) – RACCOGLIMENTO INTERNO, ATTENZIONE

Pensieri
La pietà sa formarsi la solitudine sulle pubbliche piazze e nelle vie più frequentate. S. PIER CRISOLOGO.
Dipende da te l’abitare soavemente nell’anima tua; nulla t’impedisce di santificarti in questo dolce riposo. La gioia santa che vi gusterai, sarà infinitamente preferibile a tutte le delizie del mondo, S. AGOSTINO.
Ricordati di rientrare ogni tanto in te stesso. S. BERNARDO.
L’uomo che attende alla vita interiore, presto si raccoglie, perché non si abbandona mai tutto alle cure esteriori.

GUIDA PER IL I ESERCIZIO

1. Fin dall’alzata, ho saputo occupare la mia mente con pensieri santi, per prevenire i traviamenti dell’immaginazione?2. Ho recitato le preghiere posatamente e con divozione?
3. Ho ascoltato con attenzione tutte le letture fatte in cappella, al refettorio…?
4. Ho scacciato subito dalla mente i pensieri inutili, estranei o pericolosi?
5. Quante volte durante il giorno ho rinnovato la mia intenzione a Dio?
6. Sono ricorso sollecitamente alla preghiera nelle pene, tentazioni, aridità e altre prove?

II ESERCIZIO

1. Quante volle ho riflettuto a qualche idea, e alle risoluzioni dell’ultima meditazione?
2. Ho allontanato subito il pensiero di cose già fatte, e la preoccupazione per quelle che dovevo fare?
3. Quanti atti di adorazione ho tralasciato o trascurato oggi?
4. In cappella e nelle preghiere, ho avuto sempre un atteggiamento rispettoso e modesto?
5. In quante circostanze odierne ho sacrificato la mia vita interiore, per divagarmi?

III ESERCIZIO

1. Ho avuto spesso il pensiero della presenza di Dio, nel lavorare, nel camminare, nel mangiare? (Minimo).
2. Ho fatto qualche pia riflessione durante la lettura spirituale, e l’ho ricordata nel giorno?
3. Quando mi sono dissipato, ho saputo riparare, almeno interiormente, appena rientrato in me?
4. Ho accarezzato nella mente, il pensiero di altri posti e altre situazioni, in cui mi sembra che farei meglio?
5. Ho avuto qualche contatto non necessario col mondo: visite, letture, sguardi, ricordi, radio…?
6. Mi sono servito di tutti gli avvenimenti di oggi, per innalzarmi a Dio con l’adorazione e l’amore?
Onnipotenza del Padre, aiuta la mia fragilità, e traimi dal profondo della mia miseria.
Sapienza del Figlio, dirigi i miei pensieri, le parole e le azioni tutte!
Amore dello Spirito Santo, sii il principio di tutte le operazioni dell’anima mia, perché si conformino continuamente al beneplacito divino.

29) – PRESENZA DI DIO

In ogni luogo gli occhi, di Dio osservano i buoni e i cattivi.
L’esercizio della presenza di Dio preserva dal peccato: il solo mezzo che possa impedire all’uomo di peccare, è di persuadersi dì stare alla presenza di Dio.
Iddio stesso nella S. scrittura, lo ha additato come mezzo infallibile per raggiungere la perfezione, dicendo ad Abramo: Cammina alla mia presenza, e sii perfetto.
S. Francesco di Sales insegna che ogni preghiera, mentale o vocale, dovrebbe, essere preceduta dall’esercizio della presenza di Dio.
Il vero cristiano è l’uomo tutto assorbito dal sentimento della, presenza di Dio…
Dobbiamo ricordarci di Dio, ogni volta che respiriamo.
Quanto conforto per l’anima! Iddio vede e valuta tutto. Un giorno ci ricorderà con compiacenza che in tale occasione respingemmo generosamente una suggestione maligna contro líobbedienza, la carità, la purità, l’umiltà, lo zelo… Quale soddisfazione innanzi a tutti i Beati, e quanta gloria per una eternità!

INDICAZIONI PER IL I ESERCIZIO

1. Mi sono mantenuto silenzioso, esternamente e internamente? (Numero delle mancanze).
2. Ho praticato accuratamente la modestia?
3. Ho fatto con cura gli atti di adorazione? (Atti omessi o trascurali).
4. Ho offerto a Dio ognuna delle mie azioni principali?
5. Ho fatto un piccolo esame di coscienza, dopo le principali azioni odierne?
6. Ho letto la Sacra Scrittura con fede e pietà?

II ESERCIZIO

1. Mi sono ricordato della presenza di Dio il numero di volte fissato da me?
2. Ho allontanato subito dalla mente i pensieri inutili o pericolosi?
3. Ho edificato tutti, col mio contegno raccolto?
4. Ho avuto contatti non necessari col mondo?
5. Mi sono mantenuto alla presenza di Dio, specialmente negli esercizi spirituali?

III ESERCIZIO

1. Ho considerato Iddio a me presente, nel lavoro, nella scuola, nello studio?
2. Ho alzato ogni tanto il mio cuore a Dio, con qualche orazione giaculatoria? (Minimo di volte).3. Quante preghiere ho fatto oggi, senza mettermi prima alla presenza di Dio?
4. Quante volte, nelle contrarietà odierne, ho piegato con amore la mia volontà, al volere di Dio? (Vittorie).
5. Ho saputo vedere Dio nei superiori, confratelli, alunni poveri….?
6. Quanti atti di desiderio di Dio e del Cielo, ho provocato oggi nell’anima mia? (Minimo).

ASPIRAZIONI

O Signore, io non distoglierò i miei occhi da Te, perché Tu non li rimuovi mai da me. S. AGOSTINO.
Domine, ante Te omne desiderium meum, et gemitus meus a Te non est absconditus. Sal 37, 10. Signore, dinanzi a Te è ogni mio desiderio, e il mio sospiro a Te non è nascosto!
Lòquere Domine, quia àudit servus tuus. I Re, 3, 10.
Parlate, Signore, che il vostro servo ascolta!

ATTO DI ADORAZIONE

Mio Dio, vi adoro qui presente.., presente nel mio cuore… Vi offro l’azione che sto per fare; intendo eseguirla per conformarmi alla vostra santa Volontà, e per le mie intenzioni odierne di apostolato. Datemi la vostra benedizione è il vostro amore. Tutto per voi, Cuore Sacratissimo di Gesù!

30) – STATO DI GRAZIA (Avvalorare lo)

È un soggetto molto caro alle anime interiori. La convinzione della presenza ineffabile di Dio in noi con la Sua grazia, stimola alla fuga del peccato, al raccoglimento esterno e interno, e alla pratica delle virtù, per offrire all’Ospite Divino una dimora meno indegna.
L’assicurazione di Gesù: Il regno di Dio è dentro di voi.
Io sono venuto perché abbiano la vita, e l’abbiano in abbondanza.
Il pensiero dei Santi: Il minimo grado di grazia ha maggior valore di tutti i beni naturali messi insieme (S. TOMMASO D’AQUINO).
Segno infallibile di stare in grazia di Dia è la gioia del cuore.
In un’anima in grazia di Dio c’è sempre primavera (S. CURATO d’­ARS)..
Opera della grazia è di farci morire al peccato.
Quelli che seguono gl’impulsi dei sensi, macchiano la coscienza e perdono la grazia di Dio
Vuoi pregare in un tempio! Prega in un tempio! Prega in te; ma prima sii, tempio di Dio, perché egli esaudisce chi lo prega nel suo tempio (S. AGOSTINO).

I ESERCIZIO

1. Ho adorato Iddio, presente e operante nell’anima mia? (Numero di volte).
2. Ho fatto, qualche, riflessione sulla grandezza sublime, a cui m’innalza lo stato di grazia?
3. Ho offerto a Dio presente in me, alcuni atti positivi di virtù (Numero da fissare).
4. Ho fuggito le occasioni pericolose al regno di Dio in me: persone – oggetti – letture – familiarità – piaceri – ozio ó- isolamento….? (Mancanze notevoli).
5. Mi sono proposto: esplicitamente dì lavorare solo per far piacere a Dio e servirlo?

II ESERCIZIO

1. Mi sono rinnovato un numero sufficiente di volte, nel sentimento della presenza di Dio?
2. Per rispetto alla presenza di Dio, ho vigilato sopra i pensieri, le parole, le azioni?
3. Ho recitato le varie preghiere di oggi posatamente e con divozione, riferendole a Dio, presente nel mio cuore?
4. Ho mortificato, oggi. in qualche cosa, gli occhi, il gusto, il tatto, il cuore, l’immaginazione? (Vittorie).
5. Ho rispettato oggi Iddio, nelle persone dei miei superiori, fratelli, alunni…?

AFFETTI VERSO DIO

Mio Dio, credo in Voi, in Voi spero, Voi io amo sopra tutte le cose, con tutta l’anima mia, con tutto il mio cuore, con tutte le mie forze. Vi amo, perché siete infinitamente buono e degno di essere amato. E giacché vi amo, mi pento di tutto cuore di avervi offeso. Abbiate misericordia di me, peccatore!

ASPIRAZIONI

O Spirito Santo, dolce Ospite dell’anima mia, restate con me, e fate che io sia sempre con Voi!
Vivo, non più io, ma Cristo vive in me! (Gal 3, 30).

31) – UNIONE CON DIO, VITA INTERIORE

L’unione con Dio, rettamente intesa e coraggiosamente praticata, fu definita: la scorciatoia della santità. Suppone l’intimità della divina amicizia, insieme alla conformità di gusti e aspirazioni tra Dio e l’anima. Sue saldi basi sono l’umiltà e la mortificazione.
S. Tommaso dice che l’unione con Dio deve formare l’oggetto principale delle nostre preghiere.
Puoi pregare in un tempio! – chiede S. Agostino – Prega in te; ma prima sii tempio di Dio perché Egli esaudisce chi lo prega nel suo tempio.
S. Isidoro di Siviglia osserva: Quando il cuore prega, anche se tace la voce. Iddio è presente all’anima, e ne ascolta i desideri.
D’altra parte S. Bernardo ammonisce: Si debbono considerare come perduti tutti i momenti, trascorsi senza pensare a Dio.
Mentre Gesù stesso assicurò a S. Caterina da Siena: Se tu penserai sempre a me, io penserò sempre a te.
E l’­Imitazione celebra le ineffabili delizie della divina intimità: Star senza Gesù è insopportabile inferno; essere con Gesù è dolce paradiso… Grand’arte è saper conversare con Gesù.

I ESERCIZIO

1. Ho fatto un’invocazione a Dio, a ogni cambiamento di occupazione?
2. Ho tenuto compagnia a Dio, presente nel mio cuore con la sua grazia? Quanti atti di adorazione, di amore, di dolore, di offerta, ho fatto oggi?
3. Mi sono consolato con Gesù per l’aridità, il cattivo umore, qualche insuccesso?
4. Quante, volte mi sono offerto a Dio, per seguire docilmente le sue ispirazioni? (Minimo).
5. Ho occupato i miei tempi liberi, e l’andare da un posto all’altro, recitando qualche preghiera?
6. Ho considerato Nostro Signore in tutte le persone con le quali oggi ho avuto a che fare? (Superiori, confratelli, alunni…)?

II ESERCIZIO

1. Quante azioni ho offerto esplicitamente a Dio, con intenzione speciale?
2. Nei momenti da me determinati, sono rientrato nell’anima mia, per rendermi conto se lavoravo, parlavo, scrivevo, leggevo per Iddio?
3. Dopo quante azioni, da me determinate, ho fatto un esame sul modo di eseguirle, risolvendo di evitare gli stessi difetti nell’azione, seguente?
4. Ho usato qualche trascuratezza nel contegno, entrando o stando in chiesa?5. Ho santificato, col pensiero a Dio, le azioni indifferenti, come i pasti, le ricreazioni, il sonno.
6. Quante volte ho invocato lo Spirito Santo per essere consigliato, fortificato, consolato?

III ESERCIZIO

1. Ho saputo evitare le notizie e le conversazioni inutili? (Mancanze).
2. Prima di parlare ho dato uno sguardo interiore a Dio, per prendere da Lui l’ispirazione?
3. Dopo ogni mancanza sfuggitami oggi, ho fatto un atto di pentimento, e poi uno di fiducia in Dio?
4. Nelle mie pene intime, ho fatto sollecito e filiale ricorso a Dio?
5. Quante volte ho chiesto allo Spirito Santo il. dono del suo santo timore? (Minimo).
6. Quante azioni ho fatto veramente alla presenza di Dio, e in ispirito di preghiera?

IV ESERCIZIO

1. Quante preghiere ha fatto oggi, senza mettermi prima alla presenza di Dio?
2. Quante volte ho ripensato a qualche idea e alle risoluzioni della mia meditazione?
3. Ho riferito ogni volta a Dio, quanto di grande, di buono, di bello, mi ha colpito oggi?
4. Quante giaculatorie, aspirazioni, atti d’amor di Dio, mancano a quelli che avevo determinato di dire?
5. Sono ricorso alla preghiera nelle pene, tentazioni, turbamenti, e altre prove?
6. In cappella, ho avuto costantemente un atteggiamento tale, da rivelare in me un’anima piena di fede?

ASPIRAZIONI

O Spirito Santo, dolce Ospite dell’anima mia, restate con me, e fate che io stia sempre con Voi.
I Re, 3, 10 – Parlate o Signore, che il vostro servo ascolta!
O buon Gesù, non permettete che io mi separi mai da Voi!
Signore Gesù, siate con me in ogni luogo e tempo!
Adoriamo, ringraziamo, supplichiamo e consoliamo con Maria Immacolata, il santissimo Cuore Eucaristico di Gesù.

32) – PIETÀ PERSONALE, DEVOZIONE RELIGIOSA

La pietà è utile a tutto, avendo promessa di vita, sì della vita presente, che della futura.
Senza una solida pietà e una religione ben intesa, comunque elevato sia l’ingegno, l’orgoglio lo soggioga e lo perde.
L’orazione pone in fuga la tentazione, allontana la tristezza, ripara le forze, rinnova le energie, e ravviva la fiamma dell’amore divino.
Procurate di fare tutte le vostre azioni, in ispirito di orazione: è il mezzo più sicuro per santificarle.
Non è la molteplicità delle pratiche che santifica; è bene fissarne alcune, e praticarle fedelmente.
I progressi nella santità, corrispondono ai progressi, nello spirito di preghiera.

ESERCIZIO

1. Ho avuto ordinariamente un contegno raccolto, sotto lo sguardo interiore di Dio?
2. Quante preghiere di Regola, ho omesso, o trascurato oggi?
3. Ho sollevato spesso il mio cuore a Dio, con qualche giaculatoria? (Numero minimo, da fissare).
4. Sono ricorso subito all’orazione nelle mie pene, tentazioni e prove?
5. Sono stato fedele alle mie pratiche personali di pietà ; visita – Rosario – Via Crucis – offerta delle azioni…? (Atti di fedeltà).
6. Nelle mie relazioni odierne con gli altri, mi sono mostrato uomo di sentita pietà?

ASPIRAZIONI

O Dio, vieni in mio aiuto; affrettati a soccorrermi!
Signore, dinanzi a Te è ogni mio desiderio; a Te non è nascosto il mio gemito! (Ps. 37, 10).
Maria speranza nostra, abbi di noi pietà!

33) – ESERCIZI SPIRITUALI

Ogni giorno usiamo delle nostre riserve di grazie, di risoluzioni, di convinzioni, per adempiere il nostro dovere, .respingere le tentazioni, operare in bene. Perciò ogni giorno dobbiamo immagazzinare altre energie spirituali, per ricostituire le nostre riserve.
Questo si fa, attingendo grazie preziose nella preghiera. fervente, nei sacramenti ben ricevuti, negli esercizi di pietà fatti con indefettibile fedeltà.
Chi trascura queste diverse sorgenti della grazia; scadrà ben presto dal primitivo fervore, renderà sterile il suo apostolato, e si avvierà fatalmente alla tiepidezza e alla rovina spirituale, come ima triste esperienza, dimostra fino all’evidenza palmare.
Di qui, l’utilità di controllare, ogni tanto, con un esame adatto, la fedeltà ai propri esercizi spirituali giornalieri, perché non soffrano per la naturale indolenza o per la molteplicità delle occupazioni (V. anche il soggetto di Esame: VITA EUCARISTICA).
Si meditino i pensieri seguenti:
Sono abbattuto come fieno, e il mio cuore: si è inaridito, perché ho dimenticato di mangiare il mio pane.
Temo che la moltitudine degli affari, privandoti dell’orazione e della considerazione, ti conduca all’indurimento del cuore. S. Bernardo, al papa Eugenio III.
Chi per lavorare trascura l’orazione, condanna il suo lavoro alta sterilità, l’intelligenza alla fatuità, il cuore alla perdita del senso spirituale…
Ogni lieve omissione dei buoni esercizi, non passa quasi mai senza danno.

I ESERCIZIO

1. Mi sono fatto ben sentire in tutte le preghiere vocali di oggi?
2. Ho preparata la mia meditazione? Ho seguito il metodo? L’ho ricordata nel giorno?
3. Ho seguito bene il “proprio” e l'”ordinario” della Messa?
4. La S. Comunione è stata preceduta da un’accurata preparazione, e seguita da un conveniente ringraziamento?
5. Ho letto la Sacra Scrittura, con sentimento di fede e di venerazione?
6. Ho avuto un contegno grave ed edificante, negli esercizi spirituali odierni?

II ESERCIZIO

1. Mi sono trovato puntualmente al principio di tutti gli esercizi spirituali?
2. Ho recitato con speciale attenzione la Corona anche da me, in particolare?
3. Ho recitato l’Ufficio, “piamente, attentamente, devotamente”?
4. Ho letto superficialmente o per curiosità, durante la Lettura spirituale?
5. Ho perduto il tempo, durante lo studio del Catechismo?
6. Ho fatto, per conto mio, un esercizio, al quale non avevo potuto assistere con la comunità? (Omissioni).

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