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L'attenzione nelle preghiere vocali

Esame di coscienza per ogni situazione (VI)

Autore: Autori Cristiani

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34) – ATTENZIONE NELLE PREGHIERE VOCALI
La preghiera dei religiosi è più accetta a Dio, perché viene da servi devoti, e da cuori a Lui consacrati; ma se l’anima è abitualmente distratta nelle sue preghiere, perde veri tesori di meriti e di grazie.
A ovviare a tanto danno, possono servire opportune «riflessioni» sopra i pensieri qui riportati, e gli «esercizi» proposti.
Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.
Prima della preghiera, disponi l’anima tua, e non voler essere come uno che tenti Iddio,
Chiedete e non ottenete, perché chiedete malamente.
Faccio grande ingiuria a Dio, pretendendo di essere ascoltato, quando io stesso non mi ascolto. S. BERNARDO.
Le distrazioni non debbono mai scoraggiarci, ma umiliarci. S. BONAVENTURA.
Le mosche non s’avvicinano a un vaso che bolle, né le distrazioni a un cuore ardente di amor divino, S. FRANCESCO DI SALES.

I ESERCIZIO
1. Ho avuto un atteggiamento perfettamente corretto, ogni volta che oggi ho pregato, in cappella, in classe, al refettorio, al dormitorio? (Corpo, occhi, mani, ginocchia).
2. Nelle preghiere vocali, mi sono sforzato di pronunziare bene le singole parole?
3. Mi sono servito di libro o di altro mezzo, per sostenere la mia attenzione?
4. Quante preghiere, decine di Corona…, ho detto distrattamente in questa mattina? (o in questo pomeriggio?) – (Notare quelle distratte).
5. Ho trascurato di chinare la testa al Gloria Patri… Et Verbum caro…!

II ESERCIZIO
1. Mi sono trovato al principio di ogni preghiera e dei vari esercizi spirituali?
2. Qualche istante prima di ogni preghiera, mi sono messo alla presenza di Dio, della Madonna…, secondo a chi era indirizzata la preghiera?
3. Ho avuto un’intenzione speciale nelle varie preghiere recitate oggi?
4. Quanti segni di croce ho fatto sbadatamente?
5. Quante volte mi sono distratto subito dopo una preghiera, o uscendo di cappella, con parole o sguardi inutili?

III ESERCIZIO
1. Prima di cominciare le varie preghiere di oggi, ho rinnovato nell’anima mia il sentimento della confidenza del figlio, che parla al Padre?
2. Mi sono reso conto delle varie grazie, domandale nelle singole preghiere?
3. Nel recitare le varie preghiere della giornata, mi sono penetrato dello spirito e del motivo di ognuna di esse? (Fissarne alcune, ogni giorno).
4. Ho letto per conto mio qualche preghiera di Regola, non recitata con la comunità? ,
5. Quante volte ho chiesto a Dio lo spirito di preghiera? (Minimo da fissare).

ASPIRAZIONI
Signore insegnaci a, pregare!
O Dio, vieni in mio aiuto; affrettati a soccorrermi!
Piegati al suono della mia orazione, o mio Re e mio Dio; poiché a Te io rivolgo la mia preghiera!
Fammi degno di lodarti, Vergine santissima; dammi forza contro i tuoi nemici!

35) – VITA DI ORAZIONE
I giorni di un uomo di orazione valgono quanto intere settimane e interi mesi di lavoro spirituale fatto da altri uomini, sia nella santificazlone propria, che in quella altrui.
Secondo i Santi, la fedeltà dell’orazione è garanzia certa di vittoria in tutte le crisi, le tentazioni, gli scoraggiamenti, gl’insuccessi.
L’orazione è il riassunto di tutti i beni spirituali, S. EFREM.
Il religioso vale, quanto vale la sua orazione. DOM CHAUTARD.
È moralmente impossibile essere buon religioso, senza l’orazione.
Se vedete un religioso tiepido, dite pure: Costui non fa orazione. E direte il vero. S. ALFONSO.
Temo che la moltitudine degli affari, privandoti dell’orazione, ti porti all’indurimento del cuore, S. BERNARDO.
Quelli che passano troppo facilmente da una verità all’altra, dissipano il loro spirito; a ogni verità bisogna dare il tempo di gettare profonde radici nel cuore.
Nel giorno abbiate presente quel che avete meditato il mattino; siate fedeli a questa pratica, e ne trarrete gran frutto, S. TERESA.

ESAME PER LA MATTINATA
1. Ho preparato la meditazione ieri sera, stabilendone i punti, prevedendone anche il frutto da ricavare? L’ho richiamata all’alzata?
2. Ho ascoltato bene la lettura del soggetto di meditazione, applicandola man mano all’anima mia?
3. L’ho cominciata con animo risoluto, mettendomi subito alla presenza di Dio, prendendo i mezzi adatti contro la sonnolenza e le distrazioni? (posizione, libro o foglietto indicativo degli atti…).
4. Ho fatto le riflessioni e prodotto gli affetti, inerenti al soggetto?
5. Quante volte ho ripensato alle idee principali, e alle risoluzioni? (Minimo).
6. Sono stato raccolto, modesto e silenzioso, in ringraziamento all’orazione? (Mancanze).
Consigli preziosi: Se volete fare una buona Orazione, siate fedeli a mortificarvi; durante il giorno tenete il vostro spirito in un grande raccoglimento; non commettete colpe volontarie… Il mezzo di far bene l’Orazione è di essere molto silenziosi. (S. M. M. Alacoque; Oeuvres t. II; p. 671).

ESAME PER IL POMERIGGIO
1. Quante volte ho ripensato alle idee principali e alle risoluzioni di questa mattina?
2. Vi ho pensato, e me ne sono intrattenuto con Nostro Signore, quando sono andato in cappella?
3. Vi ho pensato al principio degli esercizi?
4. Quante azioni del pomeriggio, ho fatto in ispirito di orazione? (Minimo da fissare).
5. Mi sono preparato alla meditazione con la fuga dal mondo, il silenzio e il raccoglimento, l’unione di spirito e di cuore a pio.
ASPIRAZIONI
Le stesse, prese ogni mattina come fioretto della meditazione, da ripetere spesso durante il giorno.
1 – Si voglia riprendere l’abitudine salutare di rinnovare più spesso il pensiero della presenza di Dio, o della meditazione o della S. Comunione.
A sinistra si scrivano, le une sotto le altre, le ore, le mezz’ore o i Quarti d’ora, il cui si prevede di poter realmente pensarci; per esempio, ore 8, 9, 10.30, 11.15 e poi 14, 15.30, 16 – Giorno per giorno, si segna dirimpetto, una lineetta verticale, quando ci si è realmente pensato; una lineetta orizzontale, quando non ci si è pensato affatto.

ore D L m M ore G V S
8 — | | | 14 — | |
9 | | — | 15 | | —
10.30 | — | | 16 | — |

Il totale delle linee verticali darà il numero delle vittorie; o, se si preferisce, il totale delle lineette orizzontali, darà il numero delle sconfitte.
Evidentemente, si può cominciare col fissare 3, 3 volte, mattina e sera, e poi aumentare, infittendo progressivamente i momenti prenotati: 5, 6, 8… mattina e sera.
Molti Santi si facevano un obbligo d’innalzare il cuore a Dio o alla Madonna SS. ogni quarto d’ora…
2 – Si voglia ritornare alla lodevolissima pratica di offrire le singole azioni a Dio, o di fame un esame alla fine, per rendersi conto del come si sono eseguite.
A sinistra si scrivano, le une sotto le altre, le azioni che si vogliono subito migliorare: preghiere, meditazioni, lettura spirituale, studio del catechismo; azioni comuni, come i pasti, le ricreazioni.
Nelle colonne riservate ai vari giorni della settimana, e dirimpetto alle azioni segnate, si pongono le lineette verticali, se vi si è pensato; orizzontali, nel caso contrario.

D L m M
Preghiera — | | |
Meditazione | | — |
Lettura Spirituale | — | |
Catechismo — | | —
Ricreazione | | —

Anche qui i totali giornalieri consentono un giudizio sul grado di raccoglimento di tutta la giornata, mentre i totali settimanali danno utili indicazioni sulle azioni da curarsi di più.
È bene che si faccia un solo esame per volta; l’offerta delle azioni; poi, in un secondo tempo, la rivista, alla fine di ognuna.
Le azioni considerate, prima poche, potranno aumentare o sostituirsi a piacere; il che consentirà di rinnovarsi man mano nel modo di santificarle, un po’ tutte.
3 – Si tratti di voler controllare l’attenzione nelle preghiere vocali.
Anziché prenderle tutte insieme, e, quindi, scoraggiarsi per i primi inevitabili insuccessi, se ne faccia una divisione, prendendo di mira, dapprima, le preghiere brevi, disseminate lungo tutta la giornata.
Scritti a sinistra i titoli delle varie preghiere, si segnano nelle caselle del vari giorni, lineette verticali od orizzontali, a seconda che quelle preghiere sono state attente o distratte.
I totali si computano come nei casi precedenti.

D L m M
Pater | — | |
Ave Maria — | — —
Gloria | — | |
Angelus — | | |
Salve Regina | — | |

Sono piccoli mezzi, risorse minime; ma l’esperienza ne dimostra la singolare efficacia, specialmente se si ha la costanza di prolungare gli sforzi per tutto il tempo occorrente; e di sanzionare le mancanze, indulgendo, magari, sopra un determinato e sempre più ristretto numero di esse, considerate come inevitabili alla fragilità umana.

36) – SPIRITO DI FEDE, FIDUCIA IN DIO, SOVRANNATURALIZZARE LA PROPRIA VITA
La natura rende, tutto ordinario e volgare, togliendo alle persone e agli avvenimenti la loro impronta divina; così porta ad operare per convenzione, per abitudine, per necessità, per interesse. L’amor proprio sostituisce man mano l’amor divino: e la pianta, già innestata, che ritorna a produrre getti selvatici.
Dobbiamo guardarcene, perché è una deviazione pericolosa. e perché ad azioni umane, Iddio da ricompense umane.
Lo spirito di fede, facendoci vedere uomini e cose in Dio, divinizza ogni cosa, ci solleva dalla terra, raddoppia il coraggio nelle difficoltà; dà l’energia necessaria ai più penosi sacrifizi e ci comunica un santo entusiasmo per ogni opera di bene.

PENSIERI DA MEDITARE
Il giusto vive di fede
Chi non ha lo spirito di Gesù Cristo, non appartiene a Lui (Rm 8, 9).
Si finisce per credere come si vive, quando non si vive più come si crede (Pascal).
Lo spirito di fede induce a riguardare tutto con gli occhi della fede, a far tutto con la mira a Dio, e ad attribuire tutto a Dio.
La natura non fa nulla gratuitamente; ma per il bene che fa, spera una ricompensa uguale o migliore; e brama che quanto fa, venga molto stimato. La grazia non chiede in mercede altro premio che Dio solo; e dei beni temporali desidera solo quel che abbia a servire all’acquisto degli eterni.
Il nemico mortale delle società religiose è il naturalismo

GUIDA AL PRIMO ESERCIZIO
1. II mio contegno, specialmente nelle preghiere, ha rivelato in me, un uomo tutto compreso dalla santa presenza di Dio?
2. Quante azioni oggi ho offerto a Dio? (Minimo).
3. Ho sovrannaturalizzato, con lo spirito di fede, tutti i miei atti di obbedienza?
4. In quante occasioni penose di oggi mi sono abbandonato filialmente nelle mani di Dio?
5. Quante volte ho sollevato la mente a Dio, per offrirgli ciò che mi ha più impressionato: gioie, pene, disgusti, piaceri…?

II ESERCIZIO
1. Ho fatto il numero determinato di atti di abbandono in Dio, in vista dell’avvenire?
2. Nel parlare, salutare i superiori, ho visto in essi con la fede, i rappresentanti di Dio?
3. Ho detto o fatto qualcosa per far bella figura, sorpassare altri, attirare su me l’attenzione altrui?
4. Ho lasciato penetrare in me qualche falsa massima del mondo, su piaceri, divertimenti, comodità, onori, ricchezze?
5. Mi sono prestato per interesse, cioè per chi mi ha dato, o credo mi darà il contraccambio?

III ESERCIZIO
1. Nelle vicende odierne, mi sono limitato a consultare la ragione, le convenienze, i miei interessi, senza elevarmi fino a Dio?
2. Ho fatto gli atti da me fissati, di abbandono alla Provvidenza, circa i risultati del mio apostolato?
3. Nelle mie relazioni con Fratelli, alunni…, ho saputo vedere altrettante immagini di Gesù, e li ho trattati con la delicatezza con cui avrei trattato Gesù?
4. Nelle difficoltà o dubbi, ho chiesto umilmente il consiglio dei superiori?
5. Ho obbedito per motivi umani di soddisfazione mia, di convenienza o di timore?

IV ESERCIZIO
Scegliere i punti più adatti ai propri bisogni:
1. Ho seguito gl’impulsi di natura a dissiparmi con chiacchiere, sguardi inutili, occupazioni frivole?
2. Quante volte sono rientrato in me, per vedere se vi era qualcosa di umano nelle mie intenzioni?
3. Ho letta la S. Scrittura, con fede, rispetto e pietà?
4. Quante volte, oggi, ho fatto qualcosa, o ne ho omessa altra, per rispetto umano, per il timore di essere notato o, mal visto?
5. In quante contrarietà odierne, ho piegato con amore la mia volontà al volere divino, sicuro che Egli mi ama?
6. Ho adoperato, il linguaggio della fede, nelle conversazioni e nella corrispondenza di oggi?

ASPIRAZIONI
Signore, accresci in noi la fede.
Il Signore mi aveva tutto dato, il Signore mi ha tutto ritolto; nulla mi accadde, oltre quello che a Lui piacque: il nome del Signore sia benedetto! GIOBBE, 1, 21.
Adoro in tutte le cose la volontà di Dio a mio riguardo. S. G. B. DE LA SALLE.
Cuore Eucaristico di Gesù, accrescete in noi la fede. la speranza e la carità.
Vergine Maria, Madre di Gesù, fateci santi! S. GIUSEPPE COTTOLENGO.

37)- UMILTA’, SEMPLICITA’, MODESTIA DELL’ANIMO
Iddio resiste ai superbi, e dà la sua grazia agli umili (I Pietro, 5, 5).
Lavorate ad acquistare l’umiltà, e sappiate che in questo mondo si è felici quando si ha l’umiltà , la sottomissione e pazienza. S. G. B. De LA SALLE (Lettere).
Bel programma! Ora, la sottomissione e la pazienza, sono manifestazioni dell’umiltà; dunque, si, deve cominciare dall’umiltà.
E’ quanto aveva chiaramente insegnato S. Agostino: Vuoi innalzare un monumento spirituale di grande altezza? Comincia a mettere il fondamento profondo dell’umiltà (Serm. 19, de Verbo Dom).
Vera umiltà è quella che ci porta a stimare poco noi stessi, e a lodare cordialmente gli altri. S. AGOSTINO (Super Ezechiel).
Chiunque piace a s’é, dispiace a Dio; mentre chi dispiace a s’è, piace a Dio. S. BERNARDO.
Chi è umile, lo è con tutti; se fa distinzione di persone, la sua umiltà è falsa. S. NILO (Libro delle Sentenze).
Per essere umili, bisogna saper convertire le umiliazioni in umiltà S.BERNARDO.
Fa progredire più l’umiltù in un mese, che ogni altra pratica in venti anni.
Iddio, protegge e libera l’umile; lo ama e lo consola; all’umile si abbassa e dona copiosa la grazia; dopo la depressione, lo esalta alla gloria (2 Imit.. 2, 2).

I ESERCIZIO
1. Quante volte, oggi, ho parlato di me, senza un’assoluta necessità?
2. Quante volte ho borbottato, esternamente o internamente, per riprensioni, osservazioni, o disposizioni contrarie ai miei gusti?
3. Dopo una mancanza, invece di scoraggiarmi e lasciar tutto per stizza di amor proprio, mi sono umiliato, e poi rialzato con più fiducia in Dio?
4. Ho fatto atti di umiltà , nelle aridità e negli indugi di Dio a esaudirmi?
5. Quante volte mi sono posto profondamente alla presenza di Dio, per umiliarmi? (Minimo).
6. Quante azioni, noie, malintesi di oggi, ho offerto a Dio, per espiare i miei peccati di orgoglio?

II. ESERCIZIO
1. Ho avuto cura di preferire quanto mi nasconde, a quanto mi mette in mostra?
2. Quante volte ho saputo soffrire io, in silenzio, per non far soffrire gli altri?
3. Dopo una mancanza di riguardo sfuggitami, ho saputo chiedere scusa?
4. Nelle discussioni, ho lasciato agli altri, per umiltà, di dire l’ultima parola, anche se avevo, ragione io?
5. Ho fantasticato sulle mie qualità, su cose fatte?
6. Prima di ogni preghiera di oggi, ho fatto un profondo atto di umiltà, dinanzi alla Maestà di Dio?

III ESERCIZIO
1. Ho fatto qualcosa, con la segreta idea di comparire, e far parlar di me?
2. Mi sono paragonato interiormente ad altri, giudicandomi migliore di loro?
3. Ho avuto la debolezza di scusarmi, per le osservazioni ricevute?
4. Nei casi dubbi, ho saputo chiedere umilmente un consiglio o esporre le mie difficoltà?
5. Ho respinto qualche sentimento di gelosia verso altri, che riescono meglio di me?
6. Sono stato sincero in ogni evenienza?

IV ESERCIZIO
1. Le mie parole o il mio contegno, hanno manifestato vanità o qualche ricercatezza mondana?
2. Mi sono mostrato superbo o puntiglioso, coi Confratelli o con gli alunni?
3. Ho avuto cura di evitare gli onori e gli applausi?
4. Ho preso un’aria imbronciata o semplicemente taciturna, per un’osservazione ricevuta?
5. Ho ringraziato Dio per le umiliazioni più sentite, avute sin qui nella vita, e le ho unite a
quelle di Gesù, per qualche fine dì apostolato?
6. Mi sono imposto qualche atto esteriore di umiltà?

ASPIRAZIONI
Il grido supplice ascoltato da Dio: O Dio, abbi pietà di me, peccatore! Lc 18, 13..
Signore, che io conosca Voi per amarVi, e conosca me per disprezzarmi! S. AGOSTINO.
Gesù mansueto e umile di cuore, rendete il mio cuore simile al vostro!
Buona cosa fu per me l’essere stato umiliato, o Signore!
O Cuore purissimo di Maria Vergine santissima, ottenetemi da Gesù, la purità e l’umiltà del cuore!

38) – MORTIFICAZIONE DEI SENSI, TEMPERANZA
L’autore della Imitazione di Gesù Cristo termina e riassume il primo Libro con questo pensiero; Tanto sarà il tuo profitto, quanta sarà la violenza che ti farai.
È il richiamo alla parola stessa del Divin Maestro: Chi vuol venire dietro a me, rinneghi ve stesso (Lc 9, 23).
È il monito di S. Paolo: Se vivrete secondo la carne, morrete, se con lo spirito darete morte alle azioni della carne, vivrete (Rm 8, 13),
Ed egli stesso ci fa sapere come si conteneva: Castigo il mio corpo, e lo rendo schiavo (1 Cor 9, 27),
S. Agostino ci premunisce; Non diamo al corpo un’energia pericolosa, perché non dichiari guerra al nostro spirito.
E S. Bernardo: Impari l’uomo a trattare il corpo come un malato, a cui si negano le cose nocive che richiede, e al quale s’impone un regime che ripugna.
S. G. B. De La Salle: L’uso dei sensi ci è stato dato per soddisfare i nostri bisogni, e non per appagare la sensualità. Più vi darete alla mortificazione dei sensi, più godrete pace interiore.
Iddio ricompensa sempre il sacrificio con la gioia.
Portiamo in noi la festa dei santi pensieri.

I ESERCIZIO
1. Ho mancato di modestia, in casa, dalle finestre, per le strade?
2. Ho letto cose inopportune, e senza permesso?
3. Ho parlato, mancando alla carità, all’obbedienza, alla prudenza?
4. Ho evitato la mormorazione, allontanandomi, se non ho potuto ribattere, o cambiare discorso?
5. Non potendo fare grandi mortificazioni, ne ho fatte molte piccole? (Occasioni odierne mancate).

II ESERCIZIO
1. Sono stato sollecito all’alzata di questa mattina?
2. Ho mancato di energia, e di virilità nel contegno?
3. Mi sono lamentato per il lavoro eccessivo?
4. Ho saputo troncare una lettura, una conversazione che facevano del male all’anima mia?
5. Mi sono imposto qualche penitenza esteriore?

III ESERCIZIO
1. Quante volte mi sono fatto guidare dal piacere, dall’umore o dal capriccio?
2. Ho fatto atti di golosità nei pasti?
3. Ho offerto al Signore, almeno una piccola mortificazione a ogni pasto?
4. Ho mangiato fuori pasto, o mi sono lamentato del cibo?
5. Ho sopportato umilmente, e in isconto dei miei peccati, gl’incomodi del caldo, del freddo, del tempo cattivo, di qualche indisposizione?

IV ESERCIZIO
1. Quante volte mi sono seduto o sono restato in una posizione incomoda alla natura, per abituarmi al sacrificio e alla virtù soda?
2. Ho sopportato chi disturbava, chiacchierava?
3. Ho rifuggito dalla fatica, lasciandola agli altri, per non incomodare me?
4. Ho perduto, tempo a non far niente, a chiacchierare, leggicchiare…?
5. Quante volte ho pensato al, mio obbligo di mortificarmi per espiare i peccati, reprimere le passioni, imitare Gesù e i Santi, attirare grazie sull’apostolato mio e degli altri?

ASPIRAZIONI
Cuore di Gesù. vittima di carità, fate che io sia per Voi ostia viva, santa e accetta a Dio.
O Gesù, fate che io sia vostro, tutto vostro e sempre vostro!
Quale preparamento più degno a Te, o Signore, che il santo olocausto di una carne crocifissa al peccato, di uno spirito albergo de’ tuoi casti pensieri, di un cuore che ha gli affetti suoi nell’alto de’ cieli?.

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