La "fretta" della Pasqua - (Gv 20,1-9)
Autore: Don Flavio Maganuco
DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
At 10,34a.37-43 Sal 117 Col 3,1-4 Gv 20,1-9
LA ”FRETTA” DELLA PASQUA
cambia il ritmo della nostra vita
Carissimi,
il Vangelo di questa domenica inizia nel buio. È lo stesso buio che abbiamo lasciato venerdì sera ai piedi della Croce; è il buio di Maria di Màgdala che va al sepolcro non per cercare un miracolo, ma per piangere un corpo. È il buio di chi pensa che, dopo il sangue e la morte, l’unica cosa che resti sia una pietra pesante a chiudere i conti con la speranza. Ma quella pietra è tolta. E in quel momento, il Vangelo cambia ritmo. Inizia la corsa. Corre Maria verso i discepoli; corrono Pietro e Giovanni verso il sepolcro. Si superano, ansimano, scattano. Perché accade questo? Perché se la morte è stata sconfitta, allora la vita ha fretta.
In questi giorni abbiamo fatto un percorso profondo.
Il Giovedì abbiamo visto Dio chinarsi a lavare il nostro fango.
Il Venerdì lo abbiamo visto entrare nella nostra carne per farci una trasfusione di grazia, donandoci il Suo sangue perché la nostra buona volontà non bastava a farci risorgere.
Ma quel sangue non è fatto per stare fermo: il sangue deve circolare. La trasfusione che abbiamo ricevuto in croce oggi ci mette in moto.
Pasqua non è una spiegazione filosofica sul dopo-morte. È un incontro che ti rimette in corsa.
Giovanni entra nel sepolcro, vede i teli posati là e il sudario avvolto in un luogo a parte. Non vede Gesù, vede solo la Sua assenza. Eppure, dice il Vangelo, “vide e credette”. Capisce che quel vuoto non è un furto, ma un’esplosione di vita. Capisce che il varco nel mare che Dio ha aperto per noi non si richiuderà mai più.
Oggi la domanda della Pasqua non è più “perché è successo?”, ma “verso dove corri?”. Oraora che non sei più solo nel fango, ora che il suo sangue scorre nelle tue vene, ora che fa battere il tuo cuore: cosa ne farai di questa vita nuova?
Non siamo più prigionieri della rassegnazione. Non siamo più spettatori della nostra sconfitta. Siamo uomini e donne “trasfusi” di vita divina. La Pasqua ci dà una nuova velocità: la velocità del perdono che non aspetta, della carità che non calcola, della speranza che non si arrende davanti a nessuna pietra tombale.
Uscite da qui e correte. Correte a dire a chi è nel buio che la pietra è stata tolta.
Cristo è risorto: il traguardo non è più la morte, ma la Vita senza fine.
Buona Pasqua di Risurrezione!