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"La Via della Santità" spiegata ai giovani

Le tre tappe per imparare a vivere in comunione con Dio

Autore: Don Angelo Albani e Don Massimo Astrua

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Vivere in unione con Dio e fare la Sua volontà, ecco il grande ideale che devi ad ogni costo realizzare nella tua vita!
Ma come realizzarlo? Da dove incominciare l’impresa?
Ascoltami: il lavoro deve essere metodico ed ordinato e va condotto in tre tempi successivi che sono come tre tappe di un aspro ma glorioso cammino che possiamo chiamare «la Via della Santità».
Chiunque, anche il più grande peccatore, è chiamato a percorrerla, ad uscire cioè dal suo peccato e ad arrivare alla più intima unione con Dio. Osserva il disegno qui accanto:
Fuori della via sta la palude mefitica del peccato.

«Chi sono i peccatori?» fu domandato un giorno alla piccola Bernardetta Soubirous. «Coloro che amano il peccato» fu la sapiente risposta della giovinetta!
Chi ama il peccato e non vuole lasciarlo non è sulla strada della santità. Perché vi entri deve per prima cosa mettersi ad odiare il peccato e prendere la decisione fermissima di non peccare mai più.

1°Tappa
Con questo decisione ha inizio la prima tappa, che consiste nel combattere contro il peccato mortale e che avrà termine solo quando lo si sarà eliminato completamente dalla propria vita.
A conforto di chi vi si trova impegnato, dirò subito che in questa lotta i più duri combattimenti sono quelli iniziali. Poi, man mano che si procede, le tentazioni si fanno sempre più rare e meno violente: «In questa via – dice il Curato d’Ars – che costano sono i primi passi».
Fin quando due lottatori stanno in piedi l’uno di fronte all’altro, la lotta è dura ed incerto l’esito; ma quando uno riesce a mettere l’avversario con lespalle a terra ed apuntargli un ginocchio sullo stomaco, la vittoria è sua e con poca fatica lo tiene nell’impotenza.
Così è nel combattimento contro il peccato mortale: dopo i primi duri scontri, se persevereremo fedelmente nella lotta, giungeremo ad un così completo dominio sulla passione da stroncare con facilità ogni nuovo tentativo di rebellione.
Per una vittoria sicura ti suggerisco tre armi: 1) Fuga delle occasioni pericolose; 2) Preghiera frequente; 3) Confessione sincera. Non abbassarle mai di fronte al nemico! Anche dopo una caduta, anzi specialmente allora!
E ti chiedo un impegno d’onore: non scoraggiarti, sii costante! Quanti giovani si sono arresi a pochi metri dal traguardo…
Ascolta Gesù: «Chi persevererà fino alla fine, questi sarà salvo!». E poiché qui si tratta proprio della salvezza eterna, della tua salvezza eterna, sappi condurre a termine, a qualunque costo, l’impresa!

2°Tappa
La santità, dice uno sperimentato educatore, è come una montagna di sapone: chi si ferma scivola verso il basso!
Se tu, caro giovane, non vuoi cadere nelle antiche bassezze non devi accontentarti di questa prima vittoria, ma devi proseguire, iniziando la lotta contro i peccati veniali*.
Il passaggio da una tappa all’altra per lo più avviene in modo graduale, e va tenuto presente che resta sempre il pericolo di caduta anche mortale, sebbene tale pericolo si faccia sempre più raro man mano che si procede nella santità.
E qui è necessaria una osservazione: mentre i peccati mortali spengono in te la Vita di Dio e quindi vanno combattuti in blocco e senza eccezione, i peccati veniali te la indeboliscono soltanto. Contro di essi potrai quindi usare una speciale tattica che renderà più facile la vittoria. Ed è questa: individuare il peccato veniale che causa maggior danno all’anima tua (il cosiddetto «difetto predominante») e concentrare contro di lui tutti gli predominante») e concentrare contro di lui tutti gli sforzi, non preoccupandoti gran che, per il momento, degli altri tuoi difetti.
Eccoti un esempio: un giovane, che da tempo non cade più in peccati mortali, dice però ancora bugie, si arrabbia coi fratelli e tralascia spesso le preghiere del mattino. Di tutti questi peccati veniali il più pericoloso per lui è indubbiamente tralasciare le preghiere, perché se non prega non avrà neppure la forza di evitare gli altri peccati. Quel giovane dovrà quindi per prima cosa proporre fermamente di dire sempre e ad ogni costo le sue preghiere e concentrerà ogni suo sforzo su questo punto.
Con questo sistema anche gli altri peccati veniali non presi direttamente di mira a poco a poco scompariranno perché erano, in certo modo, sostenuti da quello.
Ucciso Golia, tutto l’esercito filisteo si diede alla fuga. Affronta con coraggio ed uccidi il tuo «Golia» e tutti gli altri tuoi difetti si allontaneranno da te!
Termino confortandoti con le parole di un valoroso che ti ha preceduto in questa via: «Se arrivassimo a correggerci di un solo difetto all’anno diverremmo presto santi!» (S. Ignazio di Loyola).

3°Tappa
Quando un giovane è riuscito a debellare la maggior parte dei suoi peccati veniali almeno i più pericolosi, non è bene che si soffermi a lungo a combattere le piccole inevitabili imperfezioni che ancora commette.
Per lui è giunto il momento di cambiare tattica, di iniziare un nuovo lavoro, il più bello, il più costruttivo, il più affascinante: la conquista delle Virtù.
Le Virtù sono «la pratica abituale del bene», ad esempio delle carità, della giustizia, della umiltà, della obbedienza, ecc., così come sono state praticate da Gesù.
Ripeto: come sono state praticate da Gesù, perché è da Lui che noi sappiamo cosa è la Virtù; è studiando la Sua Vita che veniamo a scoprire la norma perfetta della nostra vita. «Vi ho dato l’esempio, affinché come io ho fatto così facciate anche voi» (Giov 13,15)
In altre parole, la conquista della Virtù coincide con la imitazione di Gesù.
Gesù è stato obbediente? Io pure lo voglio essere!
Gesù ha amato l’umiltà, la purezza, la preghiera? Io pure amerò questa virtù!
Gesù ha amato i nemici, ha perdonato, ecc.? Ebbene, io pure farò così!
Gesù è vissuto poveramente? Anch’io sarò come Lui!
E così si ripeta per tutte le altre virtù di Gesù Cristo, per tutte le Virtù «cristiane».
Questa imitazione presuppone due cose: una conoscenza intima di Gesù ed una decisa volontà di rendersi simile a Lui.
La prima si acquista sopratutto nella meditazione del Vangelo: da esso la figura di Gesù balza viva ed amabile come da nessun altro libro. È a questa fonte che dobbiamo accostare la nostra intelligenza e la nostra fede, persuasi di attingere all’ orgine quanto di più vero, di più perfetto, di più eroico si possa conoscere sulla terra.
Ma la conoscenza della Virtù, non è la Virtù: occorre mettere in pratica ciò che si è contemplato, occorre una forte volontà che, mediante la ripetizione frequente degli atti virtuosi di Gesù, ci renda effettivamente simili a Lui.
Perciò, dopo aver meditato la figura e gli esempi di Gesù, dovrai impegnarti, durante la giornata, a ricopiarli nella tua vita chiedendoti spesso: «Se al mio posto ci fosse Gesù, come si comporterebbe?»; e poi facendo come Lui farebbe.
Quando sarai alquanto innanzi nella pratica delle Virtù cristiane, ti accorgerai che esse convergono tutte in unica fondamentale Virtù, praticando la quale tutte si esercitano, senza la quale tutte decadono: il fare la Volontà di Dio.
Ti sentirai allora attratto a semplificare la tua vita puntando unicamente su Dio.
Le singole Virtù non ti interesseranno che nella misura in cui Dio le vuole da te. L’ amore di Dio ti prenderà talmente l’anima da non lasciarti desiderare e fare altro che la Sua Volontà, anche se questa volontà fosse la sofferenza, la malattia, la morte.
È soprattutto qui, in questo altissimo vertice di perfezione, che Gesù ti è Modello sublime, Lui che ha potuto dire con verità: «Io faccio sempre ciò che piace al Padre» «Il mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato» (Gal 2,20). È soprattutto qui che la tua vita diventerà straordinariamente feconda di bene, perché solo quando sarai giunto ad essere sempre «a disposizione di Dio» Egli ti adoprerà per compiere le Sue meraviglie nel mondo.
Pare che in tutta la storia della Chiesa, l’unica persona che sia divenuta santa senza l’aiuto di un Direttore Spirituale sia stata S. Caterina da Genova. Tutti gli altri che sono giunti alla santità hanno avuto il loro Direttore.
Tu, caro giovane, non credere di poter fare da solo. Per scalare una vetta occorre una guida: troppi sono i pericoli di porre un piede in fallo, di sbagliare la strada, di perdersi di coraggio.
Mi dirai: Chi scegliere? Come fare?

Ti rispondo:
1° Chi scegliere
Un sacerdote. Un semplice laico potrà esserti amico e consigliere, ma non Padre e santificatore. Solo il Sacerdote ha da Dio l’autorità di dirigerti e il potere di trasmetterti (coi Sacramenti) la Grazia che conduce al Cielo!
Santo e sapiente. S. Teresa d’Avila disse un giorno che tra un Direttore molto sapiente ma poco santo ed uno molto santo ma poco sapiente, avrebbe scelto il primo20. Ciò si spiega, perché ai suoi tempi molti diventavano preti senza studiare
gran che. Oggi per fortuna non è più così: non si diventa preti senza aver molto studiato! Preoccupati piuttosto che il tuo Direttore Spirituale sia santo, perché solo chi ha già percorso, il cammino aspro e sublime della santità saprà condurre gli altri con sicurezza fino alla mèta.
Che ti ispira confidenza. La confidenza è la chiavetta d’oro che apre il tuo cuore: tu devi saperla porre nelle Sue mani! Egli diverrà così l’Amico dell’anima tua per il quale non esiste segreto e del quale ti fiderai come dello stesso Gesù.

2° Come fare
Incomincia con l’andare a confessarti da Lui.
Se puoi ogni settimana o al più ogni quindici giorni. Però se ne avessi necessità anche più spesso.
Nella Confessione tu senza fatica gli scoprirai le piaghe dell’anima tua ed Egli facilmente intuirà le tue necessità e i mezzi più idonei a guarirti.
Dopo qualche tempo non accontentarti più della sola Confessione, ma confidagli anche le vittorie che hai riportate sulle tentazioni, le Virtù che ti riescono più facili, le tue aspirazioni e le difficoltà che trovi a realizzarle.
Egli allora si farà un quadro preciso della tua anima, con tutte le sue ombre ma anche con tutte le sue luci: stabilirà con esattezza a che punto ti trovi sulla via della Santità e ti proporrà con chiarezza quei mezzi che per te sono i più adatti a progredire nel bene*.
Già sai che tutto ciò che confidi al tuo Padre Spirituale (anche se detto fuori di Confessione) sarà da Lui tenuto segreto a tutti, fuorché, naturalmente, a te.
La Sua direzione riguarderà soprattutto due punti:
1) L’impegno di Santità – Dovrà cioè stabilire il punto particolare sul quale ti devi impegnare per progredire nella via della Santità (Cfr. cap. VI°).
È evideznte che tale «impegno» non sarà sempre lo stesso, ma varierà non appena lo avrai superato.
Da parte tua sarà utilissimo registrare ogni sera su un foglietto le vittorie conseguite: potrai così, dopo qualche tempo, constatare i tuoi progressi nel bene.
2) Il programma di Preghiera – Dovrà cioè fissarti con precisione le pratiche di pietà da compiere.
Come orientamento ti trascrivo qui sotto un programma di pietà che rappresenta il minimo indispensabile per vivere in unione con Dio e progredire nella santità. Col tuo Direttore Spirituale potrai variarlo anche profondamente, perché ognuno ha esigenze tutte sue proprie di orario, di lavoro, ecc. Soprattutto – sempre d’accordo con Lui – potrai aumentarlo, non tanto però nel numero delle pratiche quanto nella durata .
Mi pare ad ogni modo utilissimo che le tue pratiche di pietà siano distribuite in tre compartimenti stagni: Mattino (da quando ti alzi a mezzogiorno), Pomeriggio (da mezzogiorno a cena) e Sera (da cena al riposo), così da tenerti il più costantemente possibile vicino a Dio.
A questi punti fondamentali (sui quali darai periodicamente la tua relazione), il tuo Direttore Spirituale potrà aggiungerne altri che Lui stimerà più opportuni per te.
Quanto più andrai innanzi negli anni sempre più ti accorgerai che il mondo in cui vivi è come una grande famiglia nella quale la felicità di ognuno è legata a quella di tutti gli altri. Con una brutta parola questo fenomeno è oggi chiamato «Globalizzazione», ma il motivo profondo di ciò sta nel fatto che tutti gli uomini, senza eccezione, sono figli di Dio e quindi fratelli tra loro.
Purtroppo la condivisone dei beni oggi si verifica solo in parte: ci sono i fortunati che hanno il dono della fede e i poveri infedeli che non conoscono Gesù; ci sono coloro che posseggono molti beni materiali, e coloro che languono nella miseria.
E’ giusto che tu, anche se giovane, abbia a conoscere il mondo in cui vivi, perché solo così potrai dare alla tua formazione personale un indirizzo veramente cristiano.

1° Fatto: OGGI LA MAGGIOR PARTE DEGLI UOMINI NON CONOSCE GESÙ
Tu sai che Dio ha parlato agli uomini per mezzo di Gesù e che solo da Gesù e dalla Sua
Chiesa gli uomini ricevono la Verità e la Vita divina che li salva.
Ebbene, oggi nel mondo su quasi sei miliardi di uomini, solamente la metà conosce Gesù: gli altri non sanno neppure che Gesù ci sia o – se ne hanno sentito parlare – non credono che Egli è il Figlio di Dio che si è fatto loro Fratello per salvarli.
Da qui nasce il problema missionario, cioè il problema di far conoscere Gesù a tutti gli uomini, davanti al quale tu – se ami veramente il tuo prossimo come te stesso – non puoi restare indifferente.
Ti voglio far notare che il problema missionario oggi non esiste solo nelle terre lontane dell’India e dell’Africa, ma anche nella tua casa.
Quanta gente che tu conosci non conosce Gesù!
Il santo Papa Paolo VI, quando era arcivescovo di Milano, vedendo il piccolo numero di persone che credevano veramente in Gesù e che vivevano della Sua Vita, uscì in questa accorata espressione: «Noi cristiani siamo una minoranza!».
E si riferiva alla «cattolica» città di Milano! Perciò rivolse tutte le sue ansie apostoliche a quelli che pur vivendo vicinissimi a lui erano da lui chiaamati «i lontani», i lontani da Gesù!
Caro giovane: tu già possiedi Gesù e vivi la Sua Vita. Pensa a quanti tuoi fratelli sono privi di questo dono! e rifletti se non valga la pena di dedicare non solo un po’ del tuo tempo, ma tutta la tua vita, ad aiutare Gesù a salvare le anime…

2° Fatto: OGGI MOLTISSIMI UOMINI CHE CONOSCONO GESÙ SONO FUORI DELLA VERA CHIESA!
Devi infatti sapere che tra gli uomini che credono in Gesù Cristo (cioè tra i Cristiani), non tutti appartengono alla vera Chiesa fondata da Gesù che è la Chiesa Cattolica.
Moltissimi (quasi la metà!) nei secoli passati si sono staccati dalla Chiesa Cattolica ed hanno formato Comunità cristiane separate da essa, come la Chiesa Ortodossa, la Chiesa Protestante e la Chiesa Anglicana.
Tu sai d’altra parte che Gesù, per il loro bene, desidera ardentemente che abbiano a ritrovarsi tutti uniti nell’unica Sua Chiesa Cattolica. È questo il problema ecumenico, alla felice soluzione del quale tu devi contribuire (non potendolo in altro modo) almeno con la preghiera.

3° Fatto: LA GRANDE MAGGIORANZA DEGLI UOMINI DI OGGI SOFFRE LA FAME
E veniamo al terzo grave fatto del mondo in cui vivi.
Su sei miliardi di uomini che popolano oggi la terra, solo un terzo si nutre a sufficienza: gli altri due terzi soffrono la fame!
Ciò vale a dire che oggi nel mondo accanto a un uomo ben nutrito vivono due denutriti.
I denutriti abitano in sordide capanne, si vestono con stracci, si cibano di rifiuti, sono quasi tutti ammalati e muoiono giovanissimi. Si calcola che la fame uccida 20.000 persone al giorno, cioè 800 ogni ora, 13 ogni minuto!
Il problema della fame nel mondo è certamente uno dei problemi più gravi del nostro tempo, che non può lasciarci indifferenti. Noi sappiamo infatti che negli affamati c’è Gesù e che se non li aiutiamo non potremo sperare di salvare la nostra anima, avendo lasciato morire di fame Gesù.
Mi chiederai: Ma cosa posso fare per loro?
Ti rispondo: Anzitutto istruisciti su questo argomento. Io te l’ho solo accennato, ma tu ora devi leggere qualche pubblicazione che ti spieghi più ampiamente tutto ciò. Ti parrà strano, ma questa è la maniera più efficace per aiutarli.
Poi decidi di condurre una vita povera e mortificata: come potrai tu, in coscienza, concederti divertimenti o possedere cose non necessarie sapendo che tanti e tanti ragazzi come te, tanti uomini e tante donne come il tuo Papà e la tua Mamma, oggi non hanno mangiato?
Ricorda però questa verità fondamentale: che il tuo amore per i fratelli sarà veramente efficace se sarà un riflesso del tuo amore per Dio.
Quanto più sarai riuscito ad amare Dio nel modo che hai imparato leggendo questo libretto, tanto più sarai generoso verso il tuo prossimo. La vera Carità fiorisce solo se c’è la vera Santità!

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA MADRE DELLA DIVINA GRAZIA

Dolcissima Madre di Dio e Madre mia Maria, che col dare Gesù agli uomini hai fatto scendere nelle anime la Sua Vita divina, fa’ che io sempre meglio conosca ed apprezzi l’inestimabile valore di questo «Dono di Dio» che mi ha reso Suo figlio.
Fa’ che per acquistare quest’unica perla preziosa io sappia vendere senza rimpianti i miseri tesori di quaggiù.
Fa’ che per conservarla intatta nell’anima mia, sappia fortemente resistere alle tentazioni nel maligno.
Fa’ che per accrescerne lo splendore io segua Gesù fino in fondo, sulla via della santità.
E fa’ che nessuno, di quanti ti invocano . MADRE DI GRAZIA, resti privo, nell’ora della morte, di questa Vita che introduce i tuoi figli nel gaudio eterno di Dio.

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