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Quando il Maestro parla al cuore - III

Dimora in me e Accoglimi

Autore: Padre Gaston Courtois

Io compio la mia opera di pace e di amore nella Chiesa attraverso le anime di orazione, docili alla mia azione.
Orazione: pensare a Dio amandolo.
1.   Dialogo degli occhi.
2.   Dialogo dei cuori.
3.   Dialogo dei desideri con ciascuna delle Persone della Trinità.
PADRE
1. a)   Immerso in Gesù, Figlio dell’eterno Padre, contemplare il Padre con disponibilità, azione di grazie, amore.
b)   Il Padre mi vede nel suo Figlio: Hic est Filius meus dilectus; vede tutte le anime legate alla mia, nella sintesi del piano di amore, e vede anche tutta la mia miseria. Kyrie eleison!
2. a)   Immerso in Gesù, in comunione con i suoi sentimenti, io amo il Padre. Non dico nulla, amo. Abba, Pater! Laudamus te, propter magnam gloriam tuam.
b)   compio la mia opera di pace e diIl Padre mi ama. Lasciarmi amare dal Padre. Ipse prior dilexit nos. Dio ha tanto amato il mondo.
3. a)   Desiderio del Padre, in unione con Gesù: dono della salute fisica e morale, intellettuale e apostolica.
b)   Che volete che io vi faccia? Veni et vide. Ora et labora. – Sii sereno, sii gioioso, sii fiducioso.”
FIGLIO
1. a)   Vedere Gesù nei suoi misteri.
b)   Egli vede la mia miseria, povertà, indigenza. Christe eleison!
2. a)   Amare Gesù con tutta la mia anima, con tutto il mio cuore, con tutte le mie forze, in unione con Maria, gli angeli e i santi. Amore consolatore, riparatore.
b)   Lasciarmi amare da lui: Dilexit me et tradidit semetipsum pro me.
3. a)   Ciò che desidero: che Egli faccia di me alter Christus e alter minister Christi.
b)   Lasciarmi dirigere come lui vuole: disponibilità, docilità, adesione.
SPIRITO SANTO
1. a)   Contemplare tutto ciò che lo Spirito Santo compie, dona e perdona nel mondo. Tutto ciò che purifica, ispira, illumina, infiamma, fortifica, unisce, feconda.
b)   Mostrare la mia miseria. Kyrie eleison! Supplicarlo di smuovere gli ostacoli alla realizzazione del piano del Padre.
2. a)   Amare l’Amore. Ignis ardens.
b)   Lasciarmi infiammare da lui. Caritas Dei diffusa est in cordibus nostris per Spiritum Sanctum.
3. a)   Chiedere il dono dell’orazione profonda dell’amplesso interiore.
b)   Lasciarmi invadere da lui. Chiamarlo. Offrirmi. Riempirmi.
È molto utile vivere dei tempi forti durante i quali la mia presenza diventa percettibile alla tua anima.
La prima cosa, è di chiedermi più intensamente di spogliarti da tutto ciò che impedisce di ascoltare, intendere, raccogliere, assimilare, mettere in pratica la mia Parola. Infatti io sono in te Colui che ti parla. Ma tu non puoi capirmi se non mi ascolti. Puoi ascoltarmi soltanto se il tuo amore è davvero puro da ogni ripiegamento su te stesso e assume le caratteristiche di un amore oblativo in comunione col mio.
La seconda cosa, è di essere fedele nel consacrarmi in esclusiva alcuni tempi forti nell’intimo di te stesso, laddove io sono e vivo con una presenza sempre attuale, sempre operante e amorosa.
La terza, è di sorridermi di più. Lo sai, io amo colui che dona e si dona col sorriso. Sorridimi. Sorridi a tutti. Sorridi a tutto. Nel sorriso è presente, più di quanto tu non lo creda, la grazia espressiva del vero amore fatto del dono di sé, e più tu lo doni, più io in cambio mi dono a te.
Non devi vivere soltanto dinanzi al Signore, ma nel tuo Signore. Più agirai così, sforzandoti di non avere altri sentimenti che i miei, e più prenderai coscienza del meraviglioso scambio che attraverso di me ti unisce alla Trinità intera, a tutti i santi e a tutti i membri del mio corpo mistico. Tu non sei mai solo. La tua vita è essenzialmente comunitaria.
Pensa, prega, agisci in me. Io in te, tu in me. Lo sai, è questo il mio desiderio di intimità con te. Io sto di continuo alla porta della tua anima e busso. Se ascolti la mia voce e mi spalanchi la porta, allora entro in casa tua e ceniamo insieme. Non preoccuparti del menù. Ogni volta provvedo io al banchetto e la mia gioia sta nel vederlo assaporare in modo da essere sempre più idoneo a donarmi ai tuoi fratelli. Pensa a loro pensando a me. Raccoglili nella tua preghiera, dandoti a me. Assumili lasciandoti assorbire in me.
Vivi con me come con l’Amico che mai si abbandona. Non mi lasciare con la volontà, non mi lasciare col cuore, cerca di lasciarmi il meno possibile anche con la tua mente.
Sii attento alla mia Presenza, al mio Sguardo, al mio Amore, alla mia Parola.
Alla mia Presenza. Sai bene che sono presente vicino a te, in te e negli altri. Ma altro è saperlo, altro è provarlo. Chiedimi spesso questa grazia. Essa non sarà rifiutata alla tua preghiera umile e perseverante. Essa è l’espressione più concreta di una fede viva e di una carità ardente.
Al mio Sguardo. Sai bene che i miei occhi non si distolgono da te. Se potessi vedere questo mio sguardo pieno di bontà, di tenerezza, di desiderio, attento alle tue scelte profonde, sempre benevolo, incoraggiante, pronto a sostenerti e ad aiutarti! Ma ecco: tu lo devi incontrare nella fede, desiderarlo nella speranza, prediligerlo nell’amore.
Al mio Amore. Sai bene che sono l’Amore, ma lo sono ancor di più di quanto tu lo sappia. Adora e abbi fiducia. Le sorprese che ti riservo sono molto più belle di quanto tu possa immaginare. Il tempo del dopo-morte sarà quello della vittoria del mio Amore su tutti i limiti umani, purché non siano stati deliberatamente voluti come ostacolo contro di esso. Sin da oggi, chiedimi la grazia di una percezione più acuta, più intuitiva di tutte le delicatezze del mio immenso Amore verso di te.
Alla mia Parola. Tu sai che io stesso sono in te colui che parla, colui del quale la Parola è Spirito e Vita. Ma a che serve parlare e manifestare le ricchezze del Padre, se l’orecchio del tuo cuore non è attento ad ascoltare, in modo da accoglierle e assimilarle? Tu conosci il mio modo di parlare, attraverso le idee che faccio sbocciare nel tuo spirito sotto l’influsso del mio. In partenza devi essere fedele al mio Spirito. All’arrivo, devi essere attento a raccoglierne la divina rugiada. Allora la tua vita sarà feconda.“Il tempo che passi a esporre la tua anima alle divine radiazioni dell’Ostia ti vale di più dei lavori eseguiti febbrilmente al di fuori di me.
È dall’interno che io governo il mondo, grazie alle anime fedeli nell’ascoltarmi e nel rispondermi. Ce ne sono molte migliaia sparse nel mondo. Esse mi procurano grande gioia, ma sono ancora troppo poco numerose. Il bisogno di cristificazione dell’umanità è immenso e gli operai poco numerosi.
Quanto sarebbe al tempo stesso più semplice e più feconda la tua vita, se tu mi lasciassi nel tuo spirito e nel tuo cuore tutto il posto che io desidero occupare! Tu brami la mia venuta, la mia crescita, la mia presa di possesso, ma bisogna che tutto ciò non rimanga un desiderio astratto.
Anzitutto, renditi conto che non sei nulla e non puoi nulla da te stesso per aumentare di un solo grado l’intimità della mia presenza in te. Me la devi chiedere umilmente, in unione alla Vergine Madre.
Poi, secondo tutta la misura della grazia che ti è concessa, non perdere nessuna occasione per unirti esplicitamente a me, per nasconderti in me. Penetra in me con fiducia e poi lasciami agire attraverso di te.
Non è per scherzo che ho affermato: «Voglio che si senta la mia Vita palpitare di te. Voglio che si senta il mio amore bruciare nel tuo cuore». E stamattina aggiungo: «Voglio che la gente veda brillare nel tuo spirito la mia luce». Ma ciò presuppone che il tuo io si eclissi quanto più è possibile.
Il mio sguardo su di te è verace, lucido, profondo. Non sfuggirlo, ricercalo. Ti aiuterà a scoprire quanto attaccamento e quanta. ricerca personale rimangono in te. Ti stimolerà a dimenticarti sempre di più per gli altri.
Bisognerebbe che tu non sapessi fare a meno di me in modo che io riesca a passare attraverso di te tanto quanto il mio cuore desidera. Ma la natura umana è fatta così che, se non è stimolata di continuo, rallenta il suo sforzo e disperde la sua attenzione. Questo spiega la necessità di una continua ripresa di contatto con me. Finché sei su questa terra, non c’è mai nulla di acquisito ,
bisogna continuamente ricominciare. Ma ogni nuovo slancio è come una rinascita e un crescere nell’amore.
Desiderami. Non sono io Colui che risponde pienamente alle aspirazioni che io stesso ho posto nel tuo cuore?
Desiderami. Verrò in te. Crescerò in te. Eserciterò il mio dominio su di te secondo il tuo desiderio.
Desiderami. Perché volere altra cosa che non sia vivere in intimo scambio con me? Quanto sono futili e dispersivi tutti i desideri che non convergono in me!
Desiderami. Sì, in tutte le tue occupazioni, dall’alba al tramonto, nella preghiera e nel lavoro, nel cibo, nel riposo, fammi sentire ora fortemente, ora in modo sfumato, l’intensità del tuo desiderio.
Desiderami. Che il tuo petto mi aspiri, che il tuo cuore mi cerchi, che tutto il tuo essere mi brami.
Desiderami per te, poiché senza di me non puoi fare nulla di efficace e di utile sul piano dello spirito.
Desiderami per gli altri, poiché mi comunicherai con le tue parole, i tuoi esempi, i tuoi scritti solo nella misura in cui sarò io ad agire attraverso di te.
Vivi in me: tu vivrai per me, agirai effettivamente per me, e i tuoi ultimi anni serviranno efficacemente alla mia Chiesa.
Abita in me come nella tua dimora preferita. Ricòrdati: Colui che dimora in me… porta molto frutto.
Abita la mia preghiera. Penetra nel flusso incessante dei desideri, delle lodi, dell’azione di grazie che emana dal mio Cuore.
Abita la mia volontà. Unisciti alla mia volontà su di te e a tutti i miei disegni d’amore.
Abita le mie piaghe. Esse sono sempre vive fino a quando il mondo non sarà interamente riconciliato in me. Attingi in esse la forza del sacrificio e delle scelte dolorose in nome dei tuoi fratelli. Le tue decisioni possono essere decisive per molte anime.
Abita il mio cuore. Lasciati infiammare dal suo calore di carità. Ah, se davvero tu potessi diventare incandescente!

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