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Quando il Maestro parla al cuore - XIV

La mia pace e la mia gioia siano in te

Autore: Agnès Richomme

Sii nella pace. Mantieni l’anima serena anche in mezzo ai risucchi dell’attualità, degli imprevisti, degli avvenimenti.
Ricevi nella calma il mio messaggio attraverso questi portavoce dai modi talvolta invadenti e brutali. Sfòrzati di decifrare le mie parole d’amore attraverso graffiti male delineati. L’essenziale non è forse il loro contenuto? E il loro contenuto è sempre: «Figlio mio, io ti amo».
Abbi fiducia e sii nella pace per il tuo passato tante volte purificato. Credi nella mia misericordia.
Abbi fiducia e sii nella pace per il presente. Non senti che sono vicino a te, in te e con te, che ti guido e ti conduco, che nei momenti drammatici della tua vita, come in tante ore di calma, io non ti abbandono mai, sono sempre presente per intervenire nel tempo opportuno?
Abbi fiducia e sii nella pace per l’avvenire. Sì, la fine della tua vita sarà dinamica, serena e feconda. Voglio servirmi di te anche quando avrai l’impressione di essere inutile. A tua insaputa passerò ancora attraverso di te, nella maniera che più mi piacerà.
Attingi la gioia in me. Aspirala fino ad esserne sommerso e per diffonderla intorno a te.
Non dimenticare la mia parola d’ordine: SERENITÀ. Una serenità fondata sulla speranza, sulla fiducia in me, sull’abbandono totale alla mia Provvidenza.
Partecipa alla gioia del cielo e alla gioia del tuo Signore. Nulla ti impedisca di nutrirti di essa. Dimènticati e pensa alla gioia degli altri, sia sulla terra sia in cielo.
Non è necessario essere ricco o in buona salute per essere felice. La gioia è un dono del mio cuore che io concedo a tutti coloro che si aprono alla vita degli altri; infatti la gioia egoistica non dura. Solo la gioia del dono è durevole. Questo caratterizza la gioia dei beati.
Donare la gioia: sia questo il segreto della tua felicità, anche se nascostamente, nelle cose più ordinarie.
Chiedimi spesso il buon umore, la vivacità e, perché no? l’allegria franca e sorridente.
Volgiti a me, ti guardo: sorridimi intensamente.
Nella tua preghiera, se anche trascorressi il tempo a guardarmi senza parlare e a sorridermi, non sarebbe perduto. Ti voglio gioioso nel mio servizio, gioioso quando preghi, gioioso quando lavori, gioioso quando ricevi, gioioso persino quando soffri. Sii gioioso a motivo di me, sii gioioso per farmi piacere, sii gioioso comunicando alla mia gioia.
Lo sai bene: io sono la vera Gioia. Il vero e sostanziale Alleluia nel seno del Padre, sono io, e non c’è niente che io desideri di più, quanto rendervi partecipi della mia immensa gioia.
Perché tanti uomini sono tristi, dal momento che sono stati creati per la gioia? Alcuni sono schiacciati dalle preoccupazioni della vita materiale, mentre basterebbe affidarsi alla mia Provvidenza per trovare almeno la serenità. Altri sono dominati dall’orgoglio sfrenato, dall’ambizione delusa e deludente, dalla gelosia acida ed esacerbante, dalla ricerca spasmodica dei beni temporali che non sono mai sufficienti a saziare la loro anima. Altri sono vittime della febbre sensuale che rende i loro cuori impermeabili al gusto delle cose spirituali. Altri, infine, non avendo saputo comprendere la pedagogia d’amore che ogni sofferenza rappresenta, si rivoltano contro di essa, rompendosi la testa contro gli ostacoli invece di abbandonarla sulle mie spalle, dove troverebbero consolazione e conforto e imparerebbero a valorizzare la loro croce e a lasciarsi da essa portare, invece che esserne schiacciati.
Chiedi che la mia gioia si accresca nel cuore degli uomini, soprattutto in quello dei sacerdoti e delle suore. Essi devono essere i depositari per eccellenza della mia gioia e diventare i canali provvidenziali per tutti quelli che li avvicinano.
Se sapessero quanto male fanno e si fanno quando non si aprono generosamente al canto interiore della mia gioia divina in essi e non si accordano al suo ritmo.
Non sarà mai ripetuto a sufficienza che tutto ciò che li rende amari e tristi non viene da me, è che la gioia, la gioia della fede e la gioia della croce, è la strada regale per giungere a me e permettermi di crescere in loro.
La gioia, per durare e per crescere, ha bisogno di essere continuamente rinnovata al contatto intimo della contemplazione vivente, nella pràtica generosa e frequente dei piccoli sacrifici, nell’accettazione amorosa delle umiliazioni provvidenziali.
Il Padre è Gioia. Il tuo Signore è Gioia. Il nostro Spirito è Gioia. Inserirsi nella nostra vita significa entrare nella nostra gioia.
Offrimi tutte le gioie della terra, le gioie fisiche del gioco e dello sport, la gioia intellettuale dello scopritore, le gioie dello spirito, le gioie del cuore, le gioie dell’anima soprattutto.
Adora la Gioia infinita che io sono per voi nell’ostia del tabernacolo.
Nùtriti di me e quando senti il cuore traboccante della mia gioia, espandi raggi e onde di gioia a favore di tutti coloro che sono tristi, isolati, malinconici, stanchi, sfiniti, schiacciati. In questo modo aiuterai molti tuoi fratelli.

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