Sotto lo sguardo di Dio
Inizia l’anno nuovo lasciandoti benedire e custodire, come Maria
Autore: Don Flavio Maganuco
MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO (ANNO A)
Nm 6, 22-27 Sal 66 Gal 4,4-7 Lc 2,16-21
SOTTO LO SGUARDO DI DIO
Inizia l’anno nuovo lasciandoti benedire e custodire, come Maria
C’è un gesto che tutti facciamo, nei primi giorni dell’anno. Guardiamo avanti.
Guardiamo ciò che verrà.
E quasi senza accorgercene, ci viene da pensare:
“Ce la farò?”
Ce la farò a reggere questo tempo, le relazioni, le fatiche, le attese, le responsabilità che mi aspettano?
La liturgia di oggi fa una cosa molto semplice, ma decisiva. Non ci chiede di guardare avanti.
Ci chiede prima di lasciarci guardare.
La prima parola dell’anno, nella Parola di Dio, non è un comando. È una benedizione:
«Ti benedica il Signore e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto».
All’inizio dell’anno, Dio non ci mette davanti un elenco di cose da sistemare. Ci mette davanti il suo volto.
Uno sguardo che non giudica, non pesa, non misura.
Uno sguardo che dice:
“Puoi stare in piedi davanti a me. Così come sei.”
Nella Bibbia, “far risplendere il volto” significa questo:
dare dignità, restituire valore, permettere a qualcuno di alzare la testa. Come un re che concede udienza.
Ma qui il Re è Dio.
E lo fa non perché ce lo siamo meritati, ma perché ci ama.
E allora l’anno nuovo non comincia con quello che dobbiamo fare meglio. Comincia con il fatto che qualcuno ci guarda con benevolenza.
San Paolo, nella seconda lettura, ci dice perché questo è possibile:
«Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna».
Il tempo diventa pieno non quando noi lo riempiamo di impegni, ma quando Dio entra nel tempo.
E ci entra così:
facendosi Figlio, per renderci figli.
Non servi che devono dimostrare qualcosa. Non ospiti tollerati.
Figli che possono dire: “Abbà, Padre”.
E qui entra in scena Maria. Non con grandi parole. Non con spiegazioni.
Con una presenza.
Maria è la donna che ha lasciato passare su di sé lo sguardo di Dio. Lo ha accolto.
Lo ha custodito.
E lo ha consegnato al mondo.
Nel Vangelo non fa nulla di straordinario: custodisce, medita, dà un nome a suo Figlio. Ma è proprio così che inizia il nuovo:
non facendo cose eclatanti,
ma lasciando che Dio abiti il tempo ordinario.
Il primo giorno dell’anno ci dice questo: il tempo non ci è nemico.
Il tempo può diventare casa,
se lo lasciamo abitare da Dio.
E oggi, come allora, questo sguardo ci raggiunge qui. Non in un’idea, ma in un gesto concreto. Nell’Eucaristia che celebriamo.
Qui Dio continua a benedirci.
Qui continua a far risplendere il suo volto su di noi.
Qui ci dice ancora:
“Tu sei mio figlio, tu sei mia figlia, in te mi compiaccio.”
Allora forse il proposito più vero per questo anno non è fare di più. Ma fidarsi di più.
Restare sotto questo sguardo.
E, come Maria, custodirlo nel cuore.
Perché quando inizi un anno così, anche la pace – quella vera –
non è più solo un augurio. Diventa una possibilità reale.
Amen.