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“Viaggiare leggeri, vivere ricchi”

Nel viaggio della vita, non conta ciò che possiedi, ma ciò che ami: è lì che si nasconde la vera ricchezza - XVIII Domenica T.O. Anno C - (Lc 12,13-21)

Autore: Don Flavio Maganuco

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,13-21

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

XVIII DOMENICA DEL TEMPO

ORDINARIO – ANNO C  – Essere ricchi davanti a Dio

C’è una scena che molti stanno vivendo o già vissuto in questi giorni estivi: preparare la valigia per le vacanze.
Si parte con entusiasmo, ma poi arriva il momento fatidico: “Che cosa mi porto?”
Pantaloncini, magliette, scarpe di ricambio… costume, crema solare, caricabatterie, magari un libro che so già che non leggerò…

Poi si aggiungono cose su cose per essere preparati ad ogni evenienza, e intanto la valigia si riempie. Spesso troppo.
Poi arrivi a destinazione e ti accorgi che bastavano la metà delle cose; il resto ha solo appesantito il viaggio… e magari hai anche dimenticato qualcosa di davvero importante che ora devi andare a comprare di corsa!

Ecco, questa è l’immagine della nostra vita, ed è anche il cuore delle letture di oggi.
Viviamo spesso come chi fa una valigia piena per un viaggio che dura poco.
Accumuli. Ti prepari. Pensi a tutto. Ma alla fine, ti rendi conto che hai lasciato fuori l’essenziale.

Qoèlet lo dice con un realismo disarmante: “vanità delle vanità, tutto è vanità”.
La fatica, il lavoro, il sudore… tutto passa! E se non è orientato verso qualcosa di più grande, ti lascia solo vuoto.

Il Vangelo ce lo mostra con una parabola semplice e spietata:
un uomo ha accumulato ricchezze, ha costruito granai, ha fatto piani per rilassarsi e godersi tutto… Ma poi Dio gli dice: “Stolto, questa notte stessa morirai. E quello che hai preparato, di chi sarà?”

È come se Gesù dicesse: “Amico mio, hai riempito la valigia della tua vita… ma ti sei dimenticato dove stavi andando.”

Eccola la domanda fondamentale, quella che dà senso alla nostra vita, quella che ci riporta alla realtà delle cose: Dov’è che stiamo andando? Qual è il senso della nostra vita?

La risposta ci viene data dall’esortazione più radicale di tutte:
quella che ci mette davanti san Paolo nella lettera ai Colossesi.
Lui non dice: “State attenti a non esagerare”.
Dice: “Cercate le cose di lassù”, come dire: non vi accontentate della superficie. Alzate lo sguardo. Puntate più in alto.

E aggiunge che la vera idolatria è l’avidità.
Non è il semplice accumulare il problema; ma il desiderio di costruire la vita su ciò che si può controllare, misurare, comprare.

Purtroppo c’è una cosa che non possiamo comprare, ed è il senso della vita.

Mi ha colpito una frase che una volta ho sentito da un giovane lavoratore. Aveva appena ottenuto una promozione importante.

Curriculum perfetto, inglese fluente, stage all’estero.
E mi disse: “Sì, sono contento di tutto, ma non sono davvero felice… perché, al di là delle cose che ho fatto, non so più chi sono.”

Ecco il punto. Possiamo costruire la nostra vita come un curriculum impeccabile… e perdere noi stessi.
Perché non sei quello che hai, sei quello che ami.
Non sei il conto in banca, il titolo di studio, il giudizio degli altri…

Sei la relazione che hai con Dio, con gli altri, con te stesso.

Ecco perché il Salmo di oggi è la vera medicina dell’anima:

“Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore.”

Sapiente non è chi sa tanto, ma chi vive bene il tempo che ha.
Chi si sveglia al mattino e sa per chi vale la pena vivere quella giornata. Chi ha una direzione. Un centro. Un motivo.

Allora oggi, in questa estate che ci regala un po’ di respiro, fermiamoci e chiediamoci: nel viaggio della vita, che cosa sto mettendo nella mia valigia?
Sto accumulando cose o relazioni? Ho tempo per Dio o solo per i miei progetti?
Sto cercando di essere “ricco davanti a Dio” o solo davanti agli altri?

Perché – diciamolo con una frase chiave – la vera ricchezza non è ciò che possiedi, ma ciò che sei quando perdi tutto.

E se hai costruito la tua vita sull’amore, sulla verità, sulla fede… allora non perderai mai davvero nulla.

Allora oggi, davanti a questo altare, facciamo spazio all’essenziale. Tralasciamo qualcosa di superfluo.
Scegliamo un gesto di condivisione.
Dedichiamo tempo a chi abbiamo trascurato.

E magari, nel silenzio di una sera d’agosto, parliamo con Dio.
Non per chiedergli qualcosa. Ma solo per ricordargli – e per ricordarci – che è Lui il nostro tesoro.

“Saziaci al mattino con la tua grazia: esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.”

Perché chi ha Dio nel cuore… ha già tutto quello che gli serve per viaggiare leggero, e arrivare lontano.

 

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