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Commento al Vangelo Lunedì della IV Settimana di Pasqua - Don Angelo Busetto - (Gv 10,11-18)

"Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore"

Autore: Don Angelo Busetto

Lunedi 27 Aprile 2026,
IV settimana di Pasqua
+ Santa Zita, vergine, Monsagrati, Lucca, 1218 – Lucca, 27 aprile 1278
+ San Liberale, eremita, Treviso, IV-V sec

Vangelo secondo Giovanni 10,11-18

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

IL PASTORE CHE DA’ LA VITA

Gesù continua a dirci di essere il buon pastore che dà la vita per noi. Egli è lo specchio del Padre che ci ama, e allarga il suo raggio luminoso alle ‘altre pecore’. Camminare nella vita avvolti in questo sguardo di amore, rende lieti e vispi, disposti a ricominciare sempre nell’ambito di una compagnia aperta a tutti coloro che incontriamo sulla nostra strada. Un ovile che non restringe ma si apre. Un pastore che protegge e cammina.