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Commento al Vangelo Martedì della IV Settimana di Pasqua - Don Angelo Busetto - (Gv 10,22-30)

Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me

Autore: Don Angelo Busetto

28 Aprile 2026

Martedì della IV settimana di Pasqua
+ San Pietro Chanel, sacerdote e martire, Cuet, Francia, 12 luglio 1803 – Isola Futuna, Oceania, 28 aprile 1841
+ San Luigi Maria Grignion di Montfort, sacerdote, Montfort-sur-Meu, Francia, 1673 – St. Laurent-sur-Sèvre, Francia, 28 aprile 1716
+ Santa Gianna Beretta Molla, madre, medico, Magenta, Milano, 4 ottobre 1922 – 28 aprile 1962

Vangelo secondo Giovanni 10,22-30

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

GESU’ UOMO LIBERO

Gesù partecipa alle feste del suo popolo e davanti ai Giudei proclama liberamente la sua identità, l’origine dal Padre, e insieme la missione di pastore. Questa libertà di presenza e di parola fa pensare. Gesù manifesta davanti a tutti quel che è, senza sotterfugi e senza sottintesi. Questo atteggiamento richiama anche noi a una presenza semplice e leale, in famiglia, nel lavoro, nei rapporti sociali. Prima che dalle opere, la missione viene realizzata attraverso la nostra identità di persone libere.