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Commento al Vangelo Martedì VI Settimana di Pasqua - Don Angelo Busetto - Anno A - (Gv 16, 5-11)

E' bene che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi

Autore: Don Angelo Busetto

Martedì 12 maggio 2026
+ Santi Nereo e Achilleo, martiri, Roma 304
+ San Pancrazio, martire, Frigia 289- Roma 12 maggio 304

Vangelo di Giovanni, 16, 5-11

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.

LO RICONOSCIAMO?

Il senso della perdita invade il cuore dei discepoli. Gesù dice che va al Padre e verrà lo Spirito Santo: cosa vuol dire per loro e per noi? E’ quel senso di vuoto che invade anche la nostra fede. Tuttavia, con lo Spirito Santo viene donata ai discepoli la grazia di un giudizio sulla vita e sul mondo. Gesù è venuto e viene: il Vangelo e i fatti lo svelano. Il mondo non lo riconosce. E noi?