Commento al Vangelo Sabato della XV Settimana del Tempo Ordinario - (A) - (Mt 12,14-21) - Don Angelo Busetto
"In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire"
Autore: Don Angelo Busetto
Sabato 18 luglio 2926,
+ San Bruno di Segni, vescovo, Solero, Alessandria, 1049 – Segni, Roma, 18 luglio 1123
Vangelo secondo Matteo 12,14-21
In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».
LA GIUSTIZIA DELL’AMORE
Mentre si avvia la macchinazione per farlo morire, quale è il sentimento di Gesù? Egli guarda se stesso con gli occhi del Padre, con il suo amore e la sua benevolenza che il profeta Isaia annunciava in modo mirabile. Gesù è il servo amato, sul quale il Padre riversa il suo spirito. Egli si sottopone all’ingiustizia umana perché trionfi la giustizia divina, che non vince con la violenza e la vendetta, ma con il dono misericordioso del suo amore. E’ questo amore che ci attrae.