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Commento al Vangelo Venerdì della XV Settimana del Tempo Ordinario - (A) - (Mt 12,1-8) - Don Angelo Busetto

“Misericordia io voglio e non sacrifici"

Autore: Don Angelo Busetto

Venerdì 17 luglio 2026
+ Santa Marcellina, sorella dei Ss. Ambrogio e Satiro, 327 – 397
+ Sante 16 Martiri Carmelitane di Compiègne, Parigi, Francia, 17 luglio 1794

Vangelo secondo Matteo 12,1-8

In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

LE SPIGHE E LA FELICITA’

Era uso per chi passava fra campi di grano, cogliere spighe per saziare la fame. Non è questo che scandalizza i farisei. E’ perchè è giorno di sabato, dedicato al Signore. Forse il Signore è lì ad aspettare i nostri sacrifici, i nostri digiuni? Attende le nostre offerte e le nostre prestazioni? Dio vuole di più, e lo vediamo in Gesù. Dio domanda la nostra persona, il nostro amore, la nostra vita. Egli sa che solo così il cuore umano trova la felicità.