Commento al Vangelo Lunedì della XVIII Settimana del Tempo Ordinario - (A) - (Mt 14,22-36) - Don Angelo Busetto
"Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!»"
Autore: Don Angelo Busetto
Lunedì 3 agosto
+ Sant’ Aspreno di Napoli Vescovo, sec II-III
Vangelo secondo Matteo 14,22-36
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
LA MANO CHE SALVA
Un episodio clamoroso, che sorprende i discepoli e attira Pietro, trascinandolo a imitare Gesù.
E’ grande la sua fiducia nel Signore ed è come al solito impulsiva la sua richiesta. Eppure non possiamo non ammirare Pietro, immaginando che – forse – avremmo fatto come lui. Ci sono nella vita stuazioni che appaiono impossibili e che ci sommergono, come è accaduto a Pietro per ‘poca fede’. Ma la mano del Signore ci afferra e ci salva. Possiamo fidarci del ‘Figlio di Dio’!