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Commento al Vangelo della XXVIII Domenica del Tempo Ordinario - (A) - (Mt 22,1-14) - Don Angelo Busetto

"Gesù, riprese a parlare con parabole"

Autore: Don Angelo Busetto

Domenica 11 ottobre 2026
XXVIII DOMENICA, Tempo Ordinario, Anno A
+ San Giovanni XXIII, Angelo Giuseppe Roncalli, Papa, Sotto il Monte, 25 novembre 1881 – Città del Vaticano, 3 giugno 1963

Vangelo secondo Matteo 22,1-14

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

INVITATI A NOZZE

Partecipando all’eucaristia, rispondiamo a un invito. Battezzando i figli e celebrando le nozze nel sacramento del Matrimonio, riconosciamo di essere figli di Dio, amati e affidati. Stiamo al mondo come a un banchetto di nozze, come figli amati. Non schiacciati dall’affanno delle cose, dalla paura per il presente e il futuro, dal senso di solitudine o di sconfitta. San Paolo: sono allenato a tutto, alla sazietà e alla fame… Un fiducia che fa ripartire ogni giornata e ogni situazione. A questo ‘banchetto’ desideriamo partecipare con i nostri fratelli e sorelle.