Commento al Vangelo Lunedì della XXII Settimana del Tempo Ordinario - (A) - (Lc 4,16-30) - Don Angelo Busetto
"Lo Spirito del Signore è sopra di me"
Autore: Don Angelo Busetto
31 agosto 2026,
+ San Giuseppe D’Arimatea, ha offerto il sepolcro a Gesù
+ San Raimondo Nonnato, religioso mercedario, Portell, Spagna, 1200 – Cardona, Spagna, 31 agosto 1240
+ Santi Centomila martiri di Tbilisi, Tbilisi, Georgia, 9 marzo 1226
Vangelo secondo Luca 4,16-30
In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
LA GRAZIA DELLA LIBERAZIONE
Una bella chiusura del mese e un bell’inizio di settimana con Gesù che a Nazaaret dichiara la sua identità e la sua missione con le parole del profeta Isaia. L’unzione dello Spirito fa di Lui il Sacerdote e il Salvatore di tutti coloro che hanno bisogno di essere liberati: poveri, prigionieri, ciechi, oppressi… Non si tratta solo di alcune categorie sociali, ma di tutti noi uomini e donne bisognosi di essere liberati dal male esteriore e interiore accogliendo Gesù oggi, anno di grazia della sua venuta.