Commento al Vangelo Sabato della XXIV Settimana del Tempo Ordinario - (A) - (Lc 8,4-15) - Don Angelo Busetto
"il seme è la parola di Dio"
Autore: Don Angelo Busetto
Sabato 19 settembre 2026,
+ San Gennaro, vescovo e martire, Napoli III sec. – Pozzuoli, 19 settembre 305
Vangelo secondo Luca 8,4-15
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedanome ascoltando non comprendano. Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.
LA SEMENTE E IL TERRENO
Una grande folla, come un vasto terreno nel quale un seminatore distratto getta le sue sementi, senza badare che cadano tutte in terreno buono. Dio è generoso e accetta di rischiare seminando in ogni angolo i suoi beni. Al contrario del terreno arido, il nostro cuore si può aprire ad accogliere il seme e la nostra mente può lasciarsi illuminare dalla sua luce. Quando accade, non è un bene solo per noi, ma un bene che può germogliare altre sementi da gettare.