Commento al Vangelo Venerdì della IV Settimana di Pasqua - Don Angelo Busetto - (Mt 13,54-58)
«Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua»
Autore: Don Angelo Busetto
Venerdi 1 Maggio 2026
+ San Giuseppe Lavoratore
+ San Riccardo Pampuri, religioso fatebenefratelli Trivolzio, Pavia, 2 agosto 1897 – Milano, 1 maggio 1930
Vangelo secondo Matteo 13,54-58
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
IL FIGLIO DEL FALEGNAME
Gesù viene riconosciuto come ‘figlio del falegname’. Ci poteva essere un ‘padre umano’ più adatto? Un lavoratore di casa, di paese, nell’ingegno delle piccole costruzioni, con l’attento maneggio degli strumenti e del legno. Gesù guarda il padre Giuseppe, come guarderà Dio Padre, ‘eterno lavoratore’. Quanta dignità, quanto valore e apprezzamento nei riguardi di chi lavora, dando intelligenza, energia fisica, dedizione, tempo?? Il lavoro di Giuseppe, di Gesù e del Padre celeste apre sguardo e cuore su ogni persona che lavora.