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Commento al Vangelo Mercoledì della V Settimana di Pasqua - Don Angelo Busetto - Anno A - (Gv 15,1-8)

Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore

Autore: Don Angelo Busetto

Mercoledì 6 Maggio 2026
+ San Pietro Nolasco, fondatore dei Mercedari, Carcassona, Francia, 1182/9 circa – Barcellona, Spagna, 13 maggio 1249

Vangelo secondo Giovanni 15,1-8

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

RIMANETE….

L’agricoltore, la vite, i tralci: una successione, un legame, un frutto. Gesù lo specifica dicendo: “Rimanete in me”. E aggiunge: “E io in voi”. Non è solo un rapporto tra maestro e discepoli, nemmeno una semplice relazione tra amici. E’ una fusione di vita, una immersione di pensieri, affetti, libertà. Per capirlo, possiamo ricercare come l’hanno vissuto alcuni santi, da Paolo a Francesco, da Angela da Foligno, Caterina da Siena, Emma Galgani. Un tratto di quella linfa ci raggiunge.