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Commento al Vangelo Mercoledì della XX Settimana del Tempo Ordinario - (A) - (Mt 20,1-16) - Don Angelo Busetto

"Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi"

Autore: Don Angelo Busetto

Mercoledì 19 agosto 2026,
+ San Giovanni Eudes, sacerdote, Ri, Francia, 14 novembre 1601 – Caen, Francia, 19 agosto 1680
+ Sant’Italo, martire, m.Lazio meridionale, 303

Vangelo secondo Matteo 20,1-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

SOVRABBONDANZA

Che bellezza poter essere chiamati a tutte le ore, nonostante le nostre distrazioni e pigrizie, nonostante tutti gli ostacoli che si contrappongono! Quel ‘padrone’ ci fa la grazia di corrispondere a tutto il nostro bisogno e non solo secondo la percentuale del lavoro svolto. Egli sovrabbonda e noi possiamo godere insieme – senza invidia – del bene nostro e del bene altrui. Domandiamo che il Signore continui ad agire nella vita delle persone con questo metodo di sovrabbondanza.