Commento al Vangelo della XXV Domenica del Tempo Ordinario - (A) - (Mt 20,1-16) - Don Angelo Busetto
"Gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi"
Autore: Don Angelo Busetto
Domenica 20 Settembre 2026
XXV DOMENICA,
Tempo ordinario, Anno A
+ Santi Martiri Coreani, Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e 101 Compagni, 1839.1867
Vangelo secondo Matteo 20,1-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
VIVERE: LIBERTA’ E RESPONSABILITA’
Prima di tutto: diventiamo coscienti che la vita è una chiamata, ripetuta a tutte le ore; non ci facciamo da soli e non ci teniamo in ballo da soli. Il Signore ci chiama a vivere e operare per il bene nostro, degli altri, dell’intero mondo. La giornata e ogni azione vanno vissute con responsabilità. Questo apre il cuore verso chi lavora con noi, verso le persone con cui siamo in contatto, senza egoismi, rivendicazioni e contese, nell’unità del popolo di Dio.