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Commento al Vangelo Giovedì della XVI Settimana del Tempo Ordinario - (A) - (Gv 15,1-8) - Don Angelo Busetto

"Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore"

Autore: Don Angelo Busetto

Giovedì 23 luglio 2026
+ Santa Brigida, sposa, madre, monaca, Svezia 1303-Roma 1073
+ Decine di Beati Martiri spagnoli sacerdoti, diaconi, religiosi, laici, 1936

Vangelo secondo Giovanni 15,1-8

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

COME I TRALCI ALLA VITE

Gesù guarda le viti che crescono e noi suoi discepoli attaccati a lui. Un’immagine semplice ed efficace: non possiamo vivere, crescere, dare frutto staccati da Lui. Vuol dire fede e amore alla sua Persona, conoscenza affettuosa della sua vita, affidamento. Non solo un atteggiamento della mente e del cuore. Apparteniamo al suo Corpo che è la Chiesa, nel legame con gli altri cristiani, nei sacramenti e nelle azioni. Così l’albero cresce, la vite matura e porta frutto.