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Commento al Vangelo Martedì della XXII Settimana del Tempo Ordinario - (A) - (Lc 4,31-37) - Don Angelo Busetto

"Gesù scese a Cafàrnao, e in giorno di sabato insegnava alla gente"

Autore: Don Angelo Busetto

Martedì 1 settembre 2026
+ Sant’Egidio, abate, VI-VII sec.

Vangelo secondo Luca 4,31-37

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

CHE PAROLA E’ MAI QUESTA?

Gesù lascia definitivamente Nazaret e arriva a Cafarnao, la città del lago che diventa il centro della sua missione. Subito lo troviamo nella sinagoga e ancora la sua parola genera stupore. Non è lui a rivelare la sua identità, come a Nazaret, ma è il grido di un indemoniato. Gesù reagisce e libera l’indemoniato, rivelando l’autorità della sua parola, che non solo insegna, ma comanda e libera dal male. Attorno a Lui si allarga la domanda: “Che parola è mai questa?”. Chi è costui?