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Commento al Vangelo Sabato della XI Settimana del Tempo Ordinario - (Mt 6,24-34) - Don Angelo Busetto

"Non potete servire Dio e la ricchezza"

Autore: Don Angelo Busetto

Sabato 20 giugno 2026
+ San Nicola Cabasilas, teologo e monaco orientale, Tessalonica 1322 – 1397
+ Beata Vergine Maria Consolatrice – La Consolata, venerata a Torino, miracolo 20 giugno 1104

Vangelo secondo Matteo 6,24-34

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

PER UNA ‘MAGNIFICA’ UMANITÀ

Abbiamo una sola vita e non due, un solo cuore e non due. Lo scopo per cui viviamo e amiamo non può essere che uno: Uno all’altezza dell’intera misura umana. La nostra ‘magnifica umanità’ trova in Dio la sua origine e il suo compimento. Sbagliamo bersaglio quando mettiamo come mèta i nostri interessi, fossero anche quelli più vitali come la salute e il mangiare e il bere. Cercando Dio e il suo regno, abbiamo tutto, perché tutto riceviamo.