5 minuti

Commento al Vangelo Venerdì della VIII Settimana del Tempo Ordinario - Mc 11,11-25 - Don Angelo Busetto

"Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!"

Autore: Don Angelo Busetto

Venerdì 29 maggio 2026,
+ San Paolo VI, papa, Concesio, Brescia, 26 settembre 1897 – Castel Gandolfo, Roma, 6 agosto 1978
+ San Massimo di Verona, vescovo, IV sec.

Vangelo secondo Marco 11,11-25

[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.

A GERUSALEMME

Come un cronista attento, l’evangelista Marco ricava dai ricordi di Pietro la trama degli avvenimenti conclusivi della vita di Gesù, a partire dall’ingresso a Gerusalemme. Viene ricordato un episodio secondario avvenuto nella vicina Betania, che però apre a un grande significato: guai a una vita che produce foglie e non frutti. L’impatto con il tempio di Gerusalemme è decisivo: Gesù spazza via ciò che deforma il culto, provocando quella reazione dei capi che lo condurrà alla morte.