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Commento al Vangelo del Martedì della terza settimana di Pasqua - Don Angelo Busetto - (Gv 6,30-35)

«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!»

Autore: Don Angelo Busetto

Martedì 21 Aprile 2026, III.a settimana di Pasqua
+ Sant’ Anselmo D’Aosta, vescovo e dottore della Chiesa, Aosta, 1033 – Canterbury, Inghilterra, 21 aprile 1109

Vangelo secondo Giovanni 6,30-35

In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

IL SEGNO DAL CIELO

Sempre gli uomini si sentono confortati quando intravedono un segno dal cielo. Per gli Ebrei nel deserto, la manna dal cielo è stata segno di Dio nel cammino di liberazione. Gesù presenta se stesso come pane dal cielo per la vita del mondo. Non una metafora, ma la descrizione simbolica di un fatto reale. Gesù viene dal cielo come Figlio di Dio; si dona per amore fino alla consumazione della croce. Continua a donare se stesso a noi nel segno del pane dell’Eucaristia.