Commento al Vangelo Giovedì della XXII Settimana del Tempo Ordinario - Don Angelo Busetto - (Lc 5,1-11)
Gettare le reti
Autore: Don Angelo Busetto
Giovedì 3 settembre 2026
+ San Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa, Roma, 540 – 12 marzo 604
+ San Marino, diacono e anacoreta, m. 301
Vangelo secondo Luca 5,1-11
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
GETTARE LE RETI
Questo Vangelo è uno spettacolo. Sulla riva del lago, una barca diventa il pulpito dal quale Gesù parla alla folla. Poi Gesù ordina a Simone di gettare le reti: di giorno e dopo che la pesca di notte è andata vuota… Eppure, “sulla tua parola” Pietro getta le reti che si riempiono di pesci. Di fronte a tale grandezza, Pietro cade in ginocchio e si professa peccatore. Il miracolo della pesca, come quello della vita, della conversione, della pace, appartiene al Signore. Gettiamo le reti!