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Commento al Vangelo Sabato della VII Settimana di Pasqua (Gv 21,20-25) Don Angelo Busetto

"Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?"

Autore: Don Angelo Busetto

Sabato 23 maggio 2026, Vigilia di Pentecoste
+ San Giovanni Battista De’ Rossi, sacerdote, Voltaggio, Genova, 22 febbraio 1698 – 23 maggio 1764

Vangelo secondo Giovanni 21,20-25

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

SUOI TESTIMONI

E’ la conclusione del Vangelo di Giovanni e l’apertura della vicenda della Chiesa, impersonata da Pietro che continuerà a seguire Gesù fino a Roma e fino al martirio; e da Giovanni, che resterà testimone di Gesù oltre la scrittura di questo suo Vangelo: “Ci sono ancora molte altre cose compiute da Gesù…”. Giovanni vi farà riferimento nelle sue tre lettere e nell’Apocalisse. Anche noi domandiamo la grazia dello Spirito Santo per rimanere testimoni di Cristo ‘finchè Egli venga”.