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Commento al Vangelo Venerdì della XXII Settimana del Tempo Ordinario - Don Angelo Busetto - (Lc 5,33-39)

Il digiuno e la festa

Autore: Don Angelo Busetto

Venerdì 4 settembre 2026,
+ Santa Rosalia, eremita di Palermo, XII secolo – m. 4 settembre 1160
+ Beato Giuseppe Toniolo, sociologo, Treviso, 7 marzo 1845 – Pisa, 7 ottobre 1918

Vangelo secondo Luca 5,33-39

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

IL DIGIUNO E LA FESTA

La domanda degli scribi e dei farisei ci arriva sempre di sorpresa. Com’è possibile pensare al digiuno stando alla presenza di Gesù, sentendolo parlare, guardando come vive, prega, incontra, guarisce e compie altri miracoli? La sua presenza è una festa per ogni persona che lo incontra e per tutti coloro che insieme godono della sua presenza. Verranno i giorni in cui ‘lo sposo sarà tolto”, verrà il Venerdì santo suo e nostro, e allora sarà un digiuno di speranza in attesa della risurrezione.